venerdì 18 marzo 2016
PREGHIERA PER IL GIORNO DI SAN GIUSEPPE
Ti onoriamo, o glorioso San Giuseppe! perché sei il Santo più onorato del cielo e della terra. Dio Padre ti onorò affidando alla tua custodia il suo Figlio Gesù e la sua Figlia Maria, i due tesori più amati del suo cuore. Dio Figlio ti onorò chiamandoti Padre, obbedendoti e affidando la sua vita e la sua cura nelle tue mani. Lo Spirito Santo ti onorò consegnandoti la sua Sposa, la Vergine Maria, come tua sposa. Gesù e Maria, dopo averti onorato standoti sottomessi per trent'anni consecutivi, assistettero alla tua preziosa morte. La Chiesa ti onora istituendo feste in tuo onore, chiamandoti Patrono della Chiesa Universale, assicurando che degno di sommi onori e lodi. I Santi e i fedeli, tutti ti invocano con perseveranza, con entusiasmo e amore sempre crescente, come Santo senza eguali, che soccorre in tutte le necessità, che difende in tutte le difficoltà, consola in tutte le tribolazioni, e protegge in tutte le disgrazie della vita, e in modo speciale, nell'ora della morte. In dignità e grazia, in santità e gloria, non troveremo nessun altro Santo, dopo Maria, più onorato da Dio e dagli uomini che Te, glorioso Patriarca. Cosa non potresti ottenere, benedetto Santo, in favore dei tuoi devoti? Le tue suppliche hanno la forza di un comando con Gesù e Maria. Chi è come Te, che in cielo può chiamare Figlio il Re della gloria e Sposa Maria, Regina del cielo e della terra? Tutti speriamo e confidiamo in Te, perché in vita possiamo conoscere, amare e servire Gesù, Maria e Te, e dopo la nostra morte godere in Vostra compagnia la misericordia eterna dell'Altissimo. Amen.
http://www.preghiereagesuemaria.it/preghiere/preghiera%20per%20il%20giorno%20di%20san%20giuseppe.htm
lunedì 14 marzo 2016
Ti Saluto Giuseppe
Ti saluto, Giuseppe, immagine di Dio Padre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di Dio Figlio.
Ti saluto, Giuseppe, Santuario dello Spirito Santo.
Ti saluto, Giuseppe, beneamato della Santissima Trinità.
Ti saluto, Giuseppe, fedelissimo coadiutore del grande consiglio.
Ti saluto, Giuseppe, degno sposo della Vergine Madre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di tutti i fedeli.
Ti saluto, Giuseppe, custode di tutti quelli che hanno abbracciato la santa verginità.
Ti saluto, Giuseppe, fedele osservatore del sacro silenzio.
Ti saluto, Giuseppe, amante della santa povertà.
Ti saluto, Giuseppe, modello di dolcezza e di pazienza.
Ti saluto, Giuseppe, specchio d'umiltà e di obbedienza.
Tu sei benedetto tra tutti gli uomini.
E benedetti siano i tuoi occhi che hanno visto ciò che hai visto.
E benedette siano le tue orecchie che hanno sentito ciò che hai udito.
E benedette siano le tue mani che hanno toccato il Verbo fatto carne.
E benedette siano le tue braccia che hanno portato Colui che porta tutte le cose.
E benedetto sia il tuo petto sul quale il Figlio di Dio ha fatto un dolce riposo.
E benedetto sia il tuo cuore infiammato per Lui dell'amore più ardente.
E benedetto sia il Padre Eterno che ti ha scelto.
E benedetto sia il Figlio che ti ha amato.
E benedetto sia il Santo Spirito che ti ha santificato.
E benedetta sia Maria, tua Sposa, che ti ha amato teneramente come uno sposo e come un fratello.
E benedetto sia l'Angelo che ti ha servito da custode.
E benedetti siano tutti quelli che ti amano e che ti benedicono.
Amen
(SAN GIOVANNI EUDES)
http://www.reginamundi.info/preghiere/tisalutogiuseppe.asp
NOVENA A SAN GIUSEPPE
Primo giorno: San Giuseppe, modello di fede.
San Giuseppe, ti preghiamo oggi come modello di fede. Tu hai accolto la presenza di Dio nella tua vita. Sulla sua parola ti sei impegnato nel mistero più impenetrabile, quello dell’Incarnazione del Figlio di Dio.
La tua vergine sposa concepiva senza intervento umano: nasceva un bimbo che era Dio; tu l’hai adorato e protetto. Tutto ciò era sconvolgente e, senza la fede, sarebbe stato un mistero impossibile.
Ma tu sapevi che quando Dio parla all’uomo, non lo inganna. Ecco perché, senza discutere, senza fare domande, sei andato avanti, felice di camminare nella luce, perché Dio era là.
E’ in questa direzione che hai impegnato la tua vita con quella di Maria, piegandoti così alle intenzioni divine, aprendo nello stesso tempo la via alla realizzazione della salvezza degli uomini.
Ora noi pure desideriamo aderire a questa fede che è stata la tua, affinchè Dio abiti in noi e affinchè siamo fedeli alle sue intenzioni. A volte vacilliamo nella nostra vita cristiana. Crediamo in Dio, in Cristo, nella Chiesa, ma spesso viviamo ai margini della nostra fede.
La fede ha guidato tutta la tua vita; fa che essa diventi per noi la luce che continuamente ci attira, la guida alle nostre azioni quotidiane.
Attraverso la fede, sentiamo sempre la mano di Dio negli avvenimenti, affinchè possiamo partecipare così alla sua opera di giustizia, di pace, di amore.
Amen.
Secondo giorno: San Giuseppe, modello di speranza.
Durante la tua vita, San Giuseppe, sei stato l’uomo della speranza. Tutti, intorno a te, condividevano la speranza di veder compiersi un giorno la loro redenzione. Ed ecco che, accanto a te, nella tua casa, unito a te come il figlio al padre, vive il Messia, il Figlio di Dio. Era un segno della bontà e della fedeltà del Signore. E questa fedeltà da parte dell’Onnipotente nel mantenere la sua Parola apriva per te una prospettiva di speranza senza limiti.
Tu, o San Giuseppe, hai sperato la salvezza per Maria e per te, poiché hai accolto Dio Stesso nella tua vita. L’unica tua forza negli avvenimenti imprevedibili che ti si presentavano (le circostanze penose della nascita di Gesù, la fuga in Egitto, il soggiorno in esilio), la tua unica forza era la speranza incrollabile nella bontà, nella potenza, nella fedeltà del Signore.
E’ senza dubbio questo che ci spiega la tranquilla serenità che s’irradiava nella tua casa. Tu sapevi che Dio avrebbe avuto l’ultima parola in tutto ciò che poteva accadere.
San Giuseppe, fa che possiamo imparare da te a sperare. Tu lo sai: la vita non ci risparmia affatto. Di volta in volta cadono le nostre più belle promesse, crollano i nostri desideri più allettanti. Chi sognava ieri una vita feconda e delicata, oggi si vede alle prese con le meschinità quotidiane; chi si riprometteva ieri di costruire un amore forte, vede oggi la difficoltà di amare pienamente; chi sognava ieri il bene da realizzare, le lotte da ingaggiare per il bene, si ritrova oggi davanti ai suoi limiti.
Quanti si scoraggiano! Coscientemente o no, lasciamo talvolta cadere la speranza e ripetiamo: a che pro?
San Giuseppe, insegnaci a sperare malgrado tutto: il male non potrà mai scoraggiare colui che guarda verso Dio. Al di là di tutte le debolezze c’è la fedeltà del Creatore: è su di Lui che desideriamo contare. Fa’ che per noi non ci sia altra maniera di vivere che quella di sperare! E questa speranza ci trasformi, dandoci una grande certezza, il gusto del combattimento e dell’azione.
Amen.
Terzo giorno: San Giuseppe, modello di carità.
San Giuseppe, tu hai trascorso la tua vita in un clima di amore generoso. Hai amato Maria, che doveva mettere al mondo il Figlio. Poi, con lei, hai avuto una parte speciale nell’atto d’amore più bello della storia del mondo: la venuta del Figlio di Dio tra gli uomini per salvarli.
Dio che è Amore, ha vissuto nella tua casa. Ha condiviso la tua tavola, l’intimità della tua famiglia, le tue gioie, le tue difficoltà, ogni istante della tua vita.
Poiché l’attenzione dei genitori è concentrata sui figli perché li amano, tutta la tua generosità e quella di Maria si volgevano naturalmente verso il Figlio di Dio divenuto vostro figlio. Insieme avete amato il vostro prossimo.
Hai trovato in questo amore una parte attiva nel mistero della salvezza, gesto di amore perfetto per tutti gli uomini della terra.
Tu che hai trovato così bene l’amore nella tua vita, insegnaci ad amare. Facci comprendere che l’amore viene da Dio. Quando siamo affranti dall’incomprensione o dall’odio, aiutaci ad orientare la nostra vita secondo il suo desiderio. Sappiamo che il giorno in cui il nostro cuore sarà veramente aperto alla carità, il volto del mondo sarà cambiato. E la persona accanto a noi non combatterà più, ma amerà.
Aiutaci a vedere quanto la vita cristiana è contenuta interamente nell’amore e che, al di fuori dell’amore di Dio e del prossimo, tutto è senza importanza. Come te, San Giuseppe, noi vogliamo amare Dio sempre più e condividere col nostro prossimo lo stesso amore fedele e generoso.
Amen.
Quarto giorno: San Giuseppe, padre di Gesù.
San Giuseppe, la gente di Nazareth ha chiamato Gesù figlio tuo. E Maria gli diceva un giorno nel tempio: “Tuo padre ed io ti cercavamo”. Insieme voi sapevate quanto la paternità umana oltrepassasse l’unione fisica degli sposi e sei veramente divenuto il padre umano del Figlio di Dio.
Sei stato padre nell’amore per Maria durante i mesi che precedevano la nascita. Sei stato per lei un appoggio costante, una presenza calorosa, l’immagine amata di un padre. Dio ti ha scelto perché conosceva l’importanza di questa tenerezza per Maria, l’importanza dello spirito con cui sapevi parlarle, trattarla, confortarla nelle sue fatiche o nelle sue difficoltà: tutto ciò contribuiva a formare il carattere umano di Suo Figlio. Tu hai rappresentato per Maria tutto l’appoggio sul quale riposava la sua tenerezza e, senza vanità da parte tua, o San Giuseppe, Gesù veniva formato in lei un po’ a tua immagine.
Tu sei stato il padre di Gesù, per l’educazione che gli hai dato. Sei tu, San Giuseppe, che gli hai insegnato, quando era bambino, tutte quelle cose che si imparano in compagnia del padre. Tu l’hai iniziato alla vita. Sotto la tua influenza il suo spirito si apriva, ammirava con te i gigli dei campi, gli uccelli del cielo, le vigne, i campi di grano. Con te, San Giuseppe, per tutta la terra, l’immensità di queste umanità lo penetrava. Con lui, senza saperlo, tu preparavi allora le pagine più belle del Vangelo.
San Giuseppe, insegnaci ad amare come te i nostri figli, a dar loro, attraverso il nostro amore, la fede, la speranza, la devozione, il rispetto di tutto ciò che è bello; una visione del mondo che li impegni a seguire il Figlio tuo nel cammino così importante della loro vita.
Amen.
Quinto giorno: San Giuseppe, sposo della Madre di Dio.
San Giuseppe, quando si conosce la fede di Maria, il suo amore, il suo coraggio, la sua purezza, si comprende la tua felicità di averla avuta come sposa: ella che era degna del Figlio di Dio.
Come in una famiglia veramente umana, tu sei stato suo sposo e lei è stata tua sposa. Il suo cuore ti apparteneva, vi siete amati come due sposi possono farlo. Amore tenero, ripieno di attenzione, che lascia trasparire attraverso i minimi gesti, un attaccamento veramente umano. Amore forte e vigoroso che unisce solidamente due persone, tra le quali nessuna difficoltà, nessuna violenza, nessuna disgrazia, possono aprire una breccia. Amore puro e libero che trascina con sé la carne nel superamento delle sue tare e delle sue debolezze.
La Vergine Maria ti aveva affidato la sua anima e il suo corpo, Ella è rimasta vergine perché tu l’hai voluto con lei. E il vostro reciproco amore è sbocciato nella verginità come un segno di Dio per gli uomini. Come Adamo ed Eva avevano rifiutato Dio nell’unità del loro amore, così è nella tua unione con Maria che il Cristo Salvatore è venuto tra noi.
San Giuseppe, insegnaci ad amare; non in un egoismo dove ognuno si chiude in sé stesso e s’indurisce contro l’altro, ma in un dono generoso che ci impegna nelle vie della tenerezza, della delicatezza, della dedizione. Lo sappiamo bene, chi pretende di amare e non pensa che a sé stesso, è un bugiardo.
Noi siamo tutti chiamati, come te, alla verginità. Le nostre unioni sono buone secondo la legge del Creatore. Insegnaci la verità nell’amore, affinchè possiamo riconoscere la sua presenza in noi. Siamo stati affidati l’uno all’altro per salvarci insieme; insegnaci, San Giuseppe, il rispetto dell’altro.
Tu che hai aperto la via alla salvezza del mondo nella purezza del tuo amore, rendici capaci di accogliere il Figlio di Dio come hai fatto tu e di essere suoi testimoni nel mondo di oggi.
Amen.
Sesto giorno: San Giuseppe, uomo di preghiera
Al termine delle tue giornate, San Giuseppe, ti ritrovavi in compagnia di Maria per occuparti di Gesù. Il Figlio di Dio aveva bisogno che la sua umanità si formasse come quella degli altri bambini. E secondo la tradizione ebraica spettava al padre l’incarico di spiegare la Bibbia, di trasmettere i comandamenti, secondo la prescrizione del Signore : “Tu insegnerai i miei comandamenti ai tuoi figli” (Dt 6,7)
In compagnia di Maria, tu gli hai raccontato tutto ciò che Dio aveva fatto per il suo popolo; gli hai mostrato come ogni gesto, ogni usanza, aveva un significato sacro. Al padre era affidata l’educazione morale e religiosa dei figli; tu non avresti mancato a questa grande missione, nella quale la tua paternità trovava il suo compimento. Maria, accano a te, ascoltava, completava. Insieme avete così formato l’anima umana del vostro Figlio, facendogli capire le grandi lezioni del Padre Suo dei Cieli.
Come ogni ebreo fedele, più volte al giorno dovevate mettervi in preghiera al mattino, alla sera ed anche durante il giorno. Recitavate ad alta voce le litanie di lode che glorificavano il Signore, il solo vero Dio, che fa tutto vivere sulla terra e da cui proviene ogni saggezza e ogni santità.
Insieme voi avete certamente recitato questa preghiera del Deuteronomio: “Ascolta, Israele, il Signore è nostro Dio, il Signore è Uno. Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutto il tuo spirito.” Tu, San Giuseppe, dicevi lentamente le sante parole, affinchè Maria potesse farle ripetere al vostro Figlio.
Abituato alla Parola di Dio, tu dovevi, poi, pregare liberamente tra le gioie e le pene, e forse soprattutto quando il mistero si faceva troppo grande davanti a te. San Giuseppe, insegnaci a pregare, e concedici di amare quei momenti in cui soli, con i nostri cari o con tutta la comunità cristiana, noi invitiamo Dio a condividere la nostra vita.
Amen.
Settimo giorno: San Giuseppe, modello dell’uomo giusto.
San Giuseppe, aiutaci ad essere giusti. Tu sai che per vivere pienamente una vita da uomo, occorre innanzitutto adattare il proprio cuore e il proprio spirito a quello del Creatore. Il Figlio tuo non chiedeva per prima cosa un’esteriorità edificante, delle maniere pie, ma un’anima veramente legata, conforme alla Volontà di Dio. A coloro che si contentavano di preghiere e di riti esteriori, Egli diceva : “Non sono coloro che dicono Signore, Signore che saranno salvi, ma coloro che fanno la Volontà del Padre mio”. Accogliere ogni giorno la presenza di Dio, vivere con Lui, è l’atto centrale di tutta la vita umana.
Come uno strumento ben accordato produce note giuste, tu, San Giuseppe, hai saputo vivere in accordo con Dio; e il Vangelo ha potuto dire di te che eri un uomo giusto.
Per colui che ti guardava, la tua vita poteva sembrare banale: la piccola vita quotidiana da ricominciare ogni giorno, gli stessi gesti ripetuti centinaia di volte, gli stessi utensili, gli stessi movimenti, le stesse pause. Ma tu hai saputo metterci tanta gioia e fedeltà che, davanti a Dio, eri degno del Figlio suo.
In una condivisione di amore familiare, hai lavorato, vissuto sofferto, amato. Hai compiuto la missione ricevuta secondo le vie tracciate dall’intelligenza e dall’amore di Dio. E in un riserbo discreto, hai realizzato un compito unico, felice di sentirti pienamente fedele.
San Giuseppe, insegnaci ad essere giusti. Come te vogliamo trascorrere la nostra vita in armonia col Creatore. Insegnaci la condivisione, che è una forma di amore. Insegnaci soprattutto la giustizia, affinchè possiamo fare con gioia la Volontà del Padre nostro che ci ama.
Amen.
Ottavo giorno: San Giuseppe, buon lavoratore.
All’inizio del mondo, nei piani del Creatore, il lavoro era bello e buono. L’uomo si è allontanato da Dio ed ora il lavoro è fronte di difficoltà, di fatiche e di pene. San Giuseppe, tu ti sei sottomesso a questa dura legge del lavoro, perché sapevi che esso può diventare nuovamente nobile e bello secondo i piani del Creatore.
Questo è stato il segreto della tua vita di lavoratore.
Quando Dio volle un padre adottivo per il Figlio Suo, scelse un operaio, dimostrando così la sua stima verso il lavoro. Tu non l’hai deluso. Hai lavorato col cuore e il tuo mestiere diveniva un’espressione di amore, come la preghiera o la fedeltà al Signore.
Noi immaginiamo facilmente oggi la tua fronte bagnata di sudore, il tuo viso illuminato dal sorriso, mentre camminavi sulla strada di Nazareth, col sacco degli attrezzi sulla spalla. Eri un uomo: un carpentiere. Ti chinavi sui pezzi di legno per tagliare, piallare, segare, inchiodare. Facevi tutti i gesti familiari e quelli del mestiere. E il tuo lavoro, in tutto simile a quello degli altri uomini, si distingueva, tuttavia, perché era stato fatto da uno che viveva alla presenza di Dio.
Tu, San Giuseppe, non eri soltanto un essere umano in stato di punizione: tu vivevi un vero amore. Col tuo lavoro hai saputo raggiungere Dio stesso.
San Giuseppe, insegnaci l’amore del nostro mestiere, fa che diventi per noi una fonte di vitalità e di felicità; che possiamo compierlo con giustizia ed onestà; che sappiamo penetrare di viva carità il nostro lavoro ben fatto. E che, sul tuo esempio, sappiamo accogliere il Figlio tuo nelle nostre officine, nei nostri cantieri, nei nostri uffici e in tutti i luoghi di lavoro.
Amen.
Nono giorno: San Giuseppe, modello di obbedienza.
San Giuseppe, uno dei tratti più visibili della tua anima è ancora l’obbedienza a Dio. Tutta la tua vita è intessuta di fedeltà, di obbedienza, di fiducia nel Signore che ti ama.
All’inizio del Vangelo Maria, tua fidanzata, si ritrova incinta. Da uomo giusto tu decidi di rinviarla, in segreto, per non farle del male. Ma Dio ti chiede di prenderla ugualmente come sposa fedele. Attento a questo primo messaggio di Dio, tu entri con lui nel cammino ancora misterioso dell’Incarnazione.
Alcuni mesi dopo, l’imperatore romano ordina un censimento nel suo territorio. Confidando nelle vie di Dio, accetti questa seconda prova. Lasci Nazareth e vai a Betlemme, la città di David, dove doveva nascere il Figlio di Dio.
Dopo la visita dei Magi, il Signore si rivolge ancora a te: “Alzati, prendi il Bambino e sua Madre e fuggi in Egitto: resterai là fino a quando te lo dirò io”. Senza perdere un istante, ancora una volta, ti alzi. Di notte, prendi il Bambino e sua Madre per andare in Egitto; e rimani là fino a quando Dio lo desidera.
Passano alcuni anni prima della morte di Erode. Poi il Signore ti dice ancora: “Alzati, prendi il Bambino e sua Madre e ritorna in Israele.” Con una fedeltà ammirevole, tu, San Giuseppe, ti alzi, prendi il Bambino e sua Madre e torni a Nazareth.
Bastano questi avvenimenti per farci comprendere la grandezza della tua obbedienza. Il Vangelo è molto discreto sulle forme che potevano prendere tutti questi interventi di Dio. Ogni volta è un angelo, un messaggero che ti trasmette i suoi ordini.
Ma tu lo sai bene, anche nella nostra vita il Signore si rivolge a noi. Egli ci parla attraverso gli avvenimenti, nel silenzio della preghiera, per mezzo della Chiesa. Aiutaci a conoscere la sua Voce in mezzo a tutti i rumori del mondo. Aiutaci a corrispondervi, affinchè ogni giorno siamo fedeli al suo amore e alla sua volontà.
Amen.
(Beato Andrea Bessette)
martedì 24 novembre 2015
FESTA DELL'ASSUNZIONE DI SAN GIUSEPPE
08.06.2011 (Manaus) Messaggio a Edson Glauber
Fonte: http://www.itapiranga.netA seguito di una rivelazione dello scorso anno, da parte di Dio, oggi abbiamo festeggiato l’assunzione di San Giuseppe al cielo. San Giuseppe mi rivelò lo scorso anno che questo fatto della sua vita dovrebbe essere commemorato il mercoledì successivo alla festa dell’Ascensione del suo Figlio Gesù. Oggi è apparsa la Sacra Famiglia. Il Bambino Gesù stava in braccio a San Giuseppe e ha parlato. Egli aveva l’età apparente di un bambino di un anno e mezzo e, pur essendo così piccolo, parlò maestosamente come un re. Il Dio bambino disse:
La pace a tutti voi! Figlio mio, diffondi nel mondo la devozione ai Tre Cuori uniti. Questa devozione è nata dalle profondità del Mio Sacro Cuore ed è una fonte inesauribile di grazie per l’umanità peccatrice. Questa devozione viene per guarire l’umanità ferita e sfinita perché si apra alla grazia di Dio. Sono venuto dal cielo con la Mia Santissima Madre e con il Mio Verginale Padre Giuseppe per benedirvi e per dirvi che, se desiderate le benedizioni e la protezione dal cielo, dovete onorare amare e lodare i nostri Sacri Cuori uniti: così, la vostra vita sarà illuminata e avvolta dalla luce e dalla grazia divina. Il mondo merita un diluvio di castighi, ma per mezzo del Cuore Immacolato di Maria e del Cuore Castissimo di San Giuseppe la mia giustizia è ancora trattenuta e allontanata. Intercedete, riparate e pregate per ottenere la misericordia del Mio Cuore per voi stessi e per il mondo. Chi non è umile non comprende la nostra Santa presenza in mezzo a voi e mai la comprenderà; avranno la grazia di capire i misteri e la presenza di Dio coloro che si fanno piccoli e riconoscono il loro niente davanti a Me, a Mia Madre e a San Giuseppe. Pregare; molti dicono tante orazioni ma poche sono dette con amore e con il cuore; (*) le preghiere fatte con il cuore pieno di peccati e imperfezioni, non possono salire al cielo. Pregate, convertitevi e cambiate vita: così le vostre preghiere avranno valore davanti ai nostri Tre Cuori uniti. Io vi amo e vi benedico. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
Il Bambino Gesù ha aperto le braccia e nelle sue mani apparve lo Scapolare di San Giuseppe. Mostrandomelo mi fecce capire quanto è importante far conoscere questo scapolare a tutta l’umanità, specialmente ai giovani. Il demonio odia questo scapolare e non vuole che sia diffuso; ma il Bambino Gesù mi ha fatto capire che questa è una grazia concessa all’umanità intera. Il nemico non riuscirà ad impedire che arrivi in tutti i luoghi: infatti il messaggio dei Tre Sacri Cuori e la devozione a San Giuseppe si stanno diffondendo rapidamente in molti luoghi del mondo che io ancora non so, ma che verrò a conoscere tra breve. Gesù farà grandi miracoli perché questa devozione cresca fortemente nel mondo e il cuore castissimo di San Giuseppe sia più amato e onorato accanto al Suo Sacratissimo Cuore e al Cuore Immacolato di Maria.
(*) Qui ho capito che Gesù parlava delle imperfezioni e si riferiva a coloro che non fanno niente per cambiare. Tutti noi siamo ancora imperfetti e possiamo pregare male. Gesù desidera farci capire il valore immenso dello sforzo che facciamo per correggerci, per cambiare vita, per seguire, ascoltare e mettere in pratica i consigli della Chiesa e della Sua Madre. Al contrario, coloro che non si sforzano di correggere i loro errori perdono tante grazie e subiscono molti danni e ferite spirituali. "Il vero rimedio per le ferite dell’umanità, sia quelle materiali come la fame e la ingiustizia, sia quelle psicologiche e morali causate da un falso benessere, è una regola di vita basata sull’amore fraterno e che ha la sua origine nell’amore di Dio. Per questo dobbiamo abbandonare l’arroganza e la violenza usate per ottenere
Scapolare di San Giuseppe: QUI
sabato 24 ottobre 2015
Consacrazione delle famiglie e consacrazione al Cuore Castissimo di San Giuseppe
Consacrazione delle famiglie
Sacri Cuori di Gesù e Maria, uniti nell'amore perfetto, guardateci con misericordia e amore. Consacriamo i nostri cuori, le nostre vite e le nostre famiglie a Voi, sotto la potente intercessione di San Giuseppe. Sappiamo che il bell'esempio della Vostra casa di Nazareth è stato un modello per ciascuna delle nostre famiglie. Speriamo di ottenere, con il Vostro aiuto, l'unione e l'amore forte e duraturo che ci avete dato. Che la nostra casa sia piena di gioia. Che l'affetto sincero, la pazienza, la tolleranza, il rispetto reciproco e il perdono di cuore, siano dati generosamente a tutti. Che le nostre preghiere includano la necessità altrui, non solo la nostra. E che siamo sempre vicini ai Sacramenti. Benedite tutti i presenti e anche gli assenti, sia i morti che i vivi: che la pace sia con noi, e quando saremo nella prova concedeteci la cristiana rassegnazione alla volontà di Dio. Mantenete le nostre famiglie vicino ai Vostri Cuori: che la Vostra speciale protezione sia sempre con noi. Sacri Cuori di Gesù e Maria, ascoltate la nostra preghiera. Amen.
Consacrazione a San Giuseppe
O custode dei vergini e santo padre San Giuseppe, alla cui fedele custodia fu affidata l'Innocenza medesima Cristo Gesù e la Verine delle vergini Maria, io mi consacro al Tuo Onore e mi affido completamente a Te affinché Tu sia sempre mio Padre, mio Protettore, mio Amico e mia Guida nel cammino della Salvezza. Ottienimi una gran purezza di cuore e un Amore fervente per la vita interiore. Ti prego e ti scongiuro che, preservato da ogni impurezza, con la mente incontaminata, il cuore puro e il corpo casto io possa servire sempre castamente a Gesù e Maria, tutti i giorni della mia vita. Seguendo il Tuo esempio, possa io pure realizzare ogni mia azione per la maggior Gloria del Padre, in unione con il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria. E Tu, o benedetto San Giuseppe, prega per me, perché possa partecipare della Pace e della Allegrezza della Tua Santa Morte e vita. Amen
giovedì 11 giugno 2015
LA RESURREZIONE DEL SANTO PATRIARCA
Messaggio di San Gabriele Arcangelo - 28 maggio 2015
"Renato, Io Gabriele ti porto oggi questa ambasciata per ordine del Signore e volontà della Vergine Santissima Madre di Dio, per la gloria di Giuseppe Sposo della Vergine e il beneficio di tutta la Santa Chiesa. Rivela alle anime che la Domenica, primo giorno della settimana, in occasione della Risurrezione del Signore Gesù, Giuseppe lo Sposo Santissimo di Maria Santissima avvenne anche anche la resurrezione e la rianimazione del Suo Corpo, rendendolo così glorioso, e di aspetto, bellezza e vita completamente rinnovata. Questo corpo, che una volta con amore perfetto si era addormentato alla presenza del Signore Gesù della Sua Madre Santissima, più bello di un Angelo, esalando aromi e profumi celesti fu sepolto nella regione della Valle di Giosafat preservando la sua integrità e incorruttibilità perfetta, superiore a quella avutasi in Bernadetta, la veggente di Lourdes. Là il Suo Santissimo Corpo rimase sepolto, scortato da un gruppo di Angeli fino al giorno Santo della Domenica in cui risuscitò il Cristo, per essere poi, in occasione dell'Ascensione, essere il primo con Cristo a godere delle delizie del Cielo, del Paradiso, in corpo e anima immortale. Rivela ad anime queste verità circa la RESURREZIONE DEL SANTO PATRIARCA, che completano le rivelazioni fatte da nostro Signore Gesù Cristo al Suo Piccolo Giglio, la mistica Maria Cecília Baij e anche la fede dei Santi della Chiesa, e comprendi quanto grande è la tua responsabilità e premio per tanto alte rivelazioni. Io Gabriele oggi ti ho parlato, Renato, e ti benedico abbondantemente nel nome del Signore e della Sua Gloria immortale per i secoli senza fine. La pace, Renato!".
L'ASSUNZIONE DI SAN GIUSEPPE
Uno dei privilegi speciali concessi da Dio a san Giuseppe,secondo alcuni santi, è quello della sua Assunzione al cielo in anima e corpo. Lo affermano il famoso teologo spagnolo Suárez, san Pier Damiani e san Bernardino da Siena, san Francesco di Sales, sant'Alfonso Maria de' Liguori, la venerabile Madre Maria Jesus di Agreda, Bossuet, sant'Enrique de Ossó y Cervelló e altri ancora. Per quale motivo? Perché Cristo è, soprattutto, redentore dei suoi genitori, che amò di un amore totale e che santificò con una tale pienezza da renderli modello degli altri redenti. Inoltre perché Giuseppe
ebbe una missione universale specialissima e perché sembra ragionevole che la Sacra Famiglia, predestinata ad iniziare una vita divina del lignaggio umano in anticipo su tutti gli uomini,abbia iniziato anche la vita gloriosa della risurrezione prima di essi.
Gersone, il grande devoto di san Giuseppe, parlò della Risurrezione e dell'Assunzione del nostro santo in cielo con anima e corpo nell'omelia pronunciata al Concilio di Costanza l'8 settembredel 1416.
San Pier Damiani (1007-1072) parla dell'Assunzione di san Giuseppe nel Sermone su san Giovanni Battista.
Il venerable Bernardino Bustos riferisce che, mentre san Bernardino da Siena (1444) stava predicando nella città di Padova sull'Assunzione di Giuseppe in corpo ed anima al cielo, gli ascoltatori videro sul capo del santo predicatore una croce come di oro splendente, che emanava meravigliosi raggi di luce. Il santo stava dicendo:devotamente si deve credere, però non affermare come di fede,che il benignissimo Gesù, Figlio di Dio vivo, con ugual privilegio adornò suo padre adottivo e sua madre Santissima; e che così come quando morì la Vergine Purissima se la portò in cielo con corpo ed anima, allo stesso modo il giorno della Risurrezione Gesù si portò con sé il giustissimo patriarca san Giuseppe nella gloria della Risurrezione; affinché come quella santa famiglia, cioè Cristo,Maria e Giuseppe, visse unita sulla terra una vita laboriosa e ingrazia, così nella gloria dell'amore viva in cielo in anima e corpo(27).
San Leonardo da Porto Maurizio afferma: Dite che san Giuseppe, quando morì, fu trasportato all'empireo in corpo ed anima per privilegio particolare citato nei Proverbi: "Tutti i suoi di casa hanno doppia veste" (Prov 31, 21), vale a dire, quelli della famiglia della donna forte, o della Vergine Maria, indossano doppia stola, che per gli interpreti di sacra scrittura si intende la glorificazione dell'anima e del corpo(28).
Il grande teologo spagnolo Francisco Suárez (1548-1617)afferma parlando di san Giuseppe: Non tralascerò di dire che secondo un'opinione abbastanza diffusa, il nostro santo regna con Cristo nella gloria in corpo ed anima; perché, siccome morì prima di Nostro Signore, è verosimile che fosse tra quelli che risuscitarono al momento della morte o della risurrezione del Salvatore, i quali risuscitarono a vita immortale di anima e corpo(29).
Madre Maria di Gesù da Agreda (1602-1665) dice: il giorno della risurrezione, con ogni bellezza e gloria, si alzò il nostro Salvatore dal sepolcro e, in presenza dei santi e dei patriarchi, promise al lignaggio umano la risurrezione universale come effetto della sua,nella stessa carne e corpo di ciascuno dei mortali e che in essa sarebbero stati glorificati i giusti. In pegno di questa promessa e come in ostaggio della risurrezione universale, dispose Sua Maestà che le anime di molti santi che si trovavano là, si riunissero ai loro corpi e risuscitassero a vita immortale.Immediatamente venne eseguito questo divino comando e risuscitarono i corpi di cui, anticipando il mistero, riferisce Matteo
(Mt 27, 52). E tra di essi si trovavano sant'Anna, san Giuseppe, san Gioacchino ed altri antichi Padri e Patriarchi, che si erano distinti nella fede e nella speranza dell'Incarnazione e con maggior desiderio l'avevano anelata e chiesta al Signore. Così, a ricompensa di questi meriti, venne loro
anticipata la risurrezione e la gloria dei corpi(30).
Dice san Francesco di Sales: Non dobbiamo in alcun modo dubitare che questo glorioso santo gode di molto credito in cielo presso Colui che l'ha favorito così tanto da elevarlo fin lassù inanima e corpo; il che spiegherebbe come mai sulla terra non ci sia rimasta alcuna reliquia; e a me pare che nessuno possa dubitare di questo perché come avrebbe potuto negare a san Giuseppe questa grazia Colui che gli fu obbediente per tutta la vita?... E, se è vero,cosa che dobbiamo credere, che in virtù del Santissimo Sacramento che riceviamo, i nostri corpi risusciteranno nel giorno del giudizio, come possiamo dubitare che Gesù abbia fatto salire in cielo in corpo ed anima il glorioso san Giuseppe che
aveva avuto l'onore e aveva ricevuto la grazia di portarlo con tanta frequenza sulle sue braccia, tra le quali Nostro Signore tanto si compiaceva? È dunque innegabile che san Giuseppe sia in cielo in anima e corpo. Quanto saremmo felici se potessimo meritare le sue sante intercessioni! Poiché a lui nulla viene negato, né da parte di Nostra Signora, né dal suo glorioso sposo (31).
È interessante notare che papa Giovanni XXIII, nell'Omelia pronunciata nella festa dell'Ascensione, il 26 maggio 1960, per la canonizzazione di Gregorio Barbarigo, espresse la sua opinione personale che san Giuseppe si trova in cielo in corpo e anima; e la espose come opinione accettabile. Disse letteralmente: Così piamente noi possiamo credere(32).
Naturalmente l'Assunzione di san Giuseppe non è dogma di fede, ma speriamo che lo diventi in un futuro non molto lontano.
Come direbbe il grande filosofo cattolico Jean Guitton: Ho l'impressione che non sia ancora arrivato il tempo di san Giuseppe.Non è ancora uscito dall'ombra, incomincia soltanto ora. Vedrete come il futuro ci riserva molte belle sorprese su di lui(33).
Tratto da P. ÁNGEL PEÑA "SAN GIUSEPPE IL PIÙ SANTO DEI SANTI"
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