lunedì 11 luglio 2016

Messaggi a Edson Glauber (Itapiranga)


Consacrazione ai Tre Sacri Cuori
 Sacro Cuore di Gesù
Imacolato Cuore di Maria
Castissimo Cuore di san Giuseppe
io vi consacro in questo giorno (notte)
la mia mente (+),
le mie parole (+),
il mio corpo (+),
il mio cuore (+),
e la mia anma (+)
Affinché si compia attraverso di me
in questo giorno(notte)
la vostra santa volontà





Messaggi di San Giuseppe dati ad Edson Glauber raccolti qui:  http://www.graziesangiuseppe.it/messaggi-di-san-Giuseppe

Messaggio della Sacra Famiglia a Ghiaie di Bonate - 11 giugno 1997 -  Festa del Castissimo Cuore di S.Giuseppe

La Madonna:
La Pace sia con voi!
Cari figlioli, Io sono La Regina di tutte le famiglie del mondo intero. In questo bellissimo giorno vengo accompagnata del Bambino Gesù e da S.Giuseppe per benedirvi tutti.
Cari figlioli, abbiate un grande amore per la recita del Santo Rosario, perché con la recita del Santo Rosario distruggeremo satana e i suoi piani malefici. Cari figlioli, satana tenta in tutti i modi di distruggere l’opera che Io ho cominciato qui a Ghiaie di Bonate con le mie apparizioni, ma Io, la vostra Mamma Celeste, vi dico che uscirò vittoriosa e Bonate sarà riconosciuta dalla Chiesa. Sperate, abbiate fiducia, pregate con molti Rosari e fate sacrifici perché è vicino il giorno in cui il mio Cuore Immacolato splenderà sempre più intensamente sul mondo intero. Tutte le famiglie si consacrino ogni giorno al mio Cuore Immacolato, al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Castissimo di S.Giuseppe!
Chiedete l’intercessione di S. Giuseppe in questo giorno speciale, perché è la festa del Suo Cuore Castissimo e tutti coloro che pregano con fede e con amore riceveranno moltissime grazie.
Cari figlioli, quando sono apparsa a Ghiaie di Bonate con Gesù e S.Giuseppe, volevo mostravi che di lì a poco tutto il mondo avrebbe dovuto nutrire un amore molto grande per il Cuore Castissimo di S.Giuseppe e per la Sacra Famiglia, perché satana avrebbe attaccato molto profondamente le famiglie in questo finale dei tempi, distruggendole.
Io vengo di nuovo portando le grazie del Signore nostro per concederle a tutte le famiglie più bisognose della protezione Divina.

Gesù:
Amate, amate, amate il Cuore Castissimo del Mio Papà verginale S.Giuseppe. Consegnatevi totalmente a questo cuore puro, castissimo e verginale perché il mio Sacro Cuore l’ha formato a essere il mio vaso di grazie per tutta l’umanità peccatrice, come il Cuore Immacolato di Mia Mamma Maria Santissima.
Chi avrà una devozione profonda al Cuore Castissimo di S.Giuseppe non si perderà eternamente. Questa è la mia grande promessa che faccio in questo santo luogo.

San Giuseppe:
Il Divino Salvatore e la mia Sposa Santissima Maria mi permettono di concedervi tutte le grazie. Chiederò molto per voi a Gesù e a Maria. Noi, la Sacra Famiglia, vi benediciamo nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
A presto.

La Madonna:
Cari figlioli: dal giorno 1 al 13 luglio recitate qui, in questo luogo, il Rosario completo meditando i quindici misteri e partecipando con amore alla Santa Messa, chiedendo al Signore l’intercessione del Cuore Castissimo di S.Giuseppe affinché possano essere approvate dalla Chiesa le mie apparizioni a Ghiaie di Bonate affinchè S. Giuseppe difenda questa causa e questa intenzione, proteggendola con le grazie del Suo Cuore Castissimo. Io starò qui ad aspettarvi per a preghiera con il mio Bambino Gesù e S. Giuseppe e spargerò molte grazie su tutti coloro che ascoltano il mio appello materno.

Sito con tutti i messaggi di Itapiranga: http://itapiranga0205.blogspot.it/

Video: Giuseppe di Nazareth - La vita, le virtù, la gloria (dagli scritti della mistica M. Cecilia Baji)
 https://www.youtube.com/watch?v=QOkEn7hyM5c

venerdì 18 marzo 2016

PREGHIERA PER IL GIORNO DI SAN GIUSEPPE

Ti onoriamo, o glorioso San Giuseppe! perché sei il Santo più ono­rato del cielo e della terra. Dio Padre ti onorò affidando alla tua custodia il suo Figlio Gesù e la sua Figlia Maria, i due tesori più amati del suo cuore. Dio Figlio ti onorò chiamandoti Padre, obbedendoti e affidando la sua vita e la sua cura nelle tue mani. Lo Spirito Santo ti onorò consegnan­doti la sua Sposa, la Vergine Maria, come tua sposa. Gesù e Maria, dopo averti onorato standoti sottomessi per trent'anni consecutivi, assistette­ro alla tua preziosa morte. La Chiesa ti onora istituendo feste in tuo onore, chiamandoti Patrono della Chiesa Universale, assicurando che degno di sommi onori e lodi. I Santi e i fedeli, tutti ti invocano con perseveranza, con entusiasmo e amore sempre cre­scente, come Santo senza eguali, che soccorre in tutte le necessità, che difende in tutte le difficoltà, consola in tutte le tribolazioni, e protegge in tutte le disgrazie della vita, e in modo speciale, nell'ora della morte. In dignità e grazia, in santità e glo­ria, non troveremo nessun altro Santo, dopo Maria, più onorato da Dio e dagli uomini che Te, glorioso Patriarca. Cosa non potresti ottenere, benedetto Santo, in favore dei tuoi devoti? Le tue suppliche hanno la forza di un comando con Gesù e Maria. Chi è come Te, che in cielo può chiamare Figlio il Re della gloria e Sposa Maria, Regina del cielo e della terra? Tutti speriamo e confi­diamo in Te, perché in vita possiamo conoscere, amare e servire Gesù, Maria e Te, e dopo la nostra morte godere in Vostra compagnia la mise­ricordia eterna dell'Altissimo. Amen.

http://www.preghiereagesuemaria.it/preghiere/preghiera%20per%20il%20giorno%20di%20san%20giuseppe.htm

lunedì 14 marzo 2016

Ti Saluto Giuseppe


Ti saluto, Giuseppe, immagine di Dio Padre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di Dio Figlio.
Ti saluto, Giuseppe, Santuario dello Spirito Santo.
Ti saluto, Giuseppe, beneamato della Santissima Trinità.
Ti saluto, Giuseppe, fedelissimo coadiutore del grande consiglio.
Ti saluto, Giuseppe, degno sposo della Vergine Madre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di tutti i fedeli.
Ti saluto, Giuseppe, custode di tutti quelli che hanno abbracciato la santa verginità.
Ti saluto, Giuseppe, fedele osservatore del sacro silenzio.
Ti saluto, Giuseppe, amante della santa povertà.
Ti saluto, Giuseppe, modello di dolcezza e di pazienza.
Ti saluto, Giuseppe, specchio d'umiltà e di obbedienza.
Tu sei benedetto tra tutti gli uomini.
E benedetti siano i tuoi occhi che hanno visto ciò che hai visto.
E benedette siano le tue orecchie che hanno sentito ciò che hai udito.
E benedette siano le tue mani che hanno toccato il Verbo fatto carne.
E benedette siano le tue braccia che hanno portato Colui che porta tutte le cose.
E benedetto sia il tuo petto sul quale il Figlio di Dio ha fatto un dolce riposo.
E benedetto sia il tuo cuore infiammato per Lui dell'amore più ardente.
E benedetto sia il Padre Eterno che ti ha scelto.
E benedetto sia il Figlio che ti ha amato.
E benedetto sia il Santo Spirito che ti ha santificato.
E benedetta sia Maria, tua Sposa, che ti ha amato teneramente come uno sposo e come un fratello.
E benedetto sia l'Angelo che ti ha servito da custode.
E benedetti siano tutti quelli che ti amano e che ti benedicono.
Amen

(SAN GIOVANNI EUDES)

http://www.reginamundi.info/preghiere/tisalutogiuseppe.asp

NOVENA A SAN GIUSEPPE


 
Primo giorno: San Giuseppe, modello di fede.
San Giuseppe, ti preghiamo oggi come modello di fede. Tu hai accolto la presenza di Dio nella tua vita. Sulla sua parola ti sei impegnato nel mistero più impenetrabile, quello dell’Incarnazione del Figlio di Dio.
La tua vergine sposa concepiva senza intervento umano: nasceva un bimbo che era Dio; tu l’hai adorato e protetto. Tutto ciò era sconvolgente e, senza la fede, sarebbe stato un mistero impossibile.
Ma tu sapevi che quando Dio parla all’uomo, non lo inganna. Ecco perché, senza discutere, senza fare domande, sei andato avanti, felice di camminare nella luce, perché Dio era là.
E’ in questa direzione che hai impegnato la tua vita con quella di Maria, piegandoti così alle intenzioni divine, aprendo nello stesso tempo la via alla realizzazione della salvezza degli uomini.
Ora noi pure desideriamo aderire a questa fede che è stata la tua, affinchè Dio abiti in noi e affinchè siamo fedeli alle sue intenzioni. A volte vacilliamo nella nostra vita cristiana. Crediamo in Dio, in Cristo, nella Chiesa, ma spesso viviamo ai margini della nostra fede.
La fede ha guidato tutta la tua vita; fa che essa diventi per noi la luce che continuamente ci attira, la guida alle nostre azioni quotidiane.
Attraverso la fede, sentiamo sempre la mano di Dio negli avvenimenti, affinchè possiamo partecipare così alla sua opera di giustizia, di pace, di amore.
Amen.
 
Secondo giorno: San Giuseppe, modello di speranza.
Durante la tua vita, San Giuseppe, sei stato l’uomo della speranza. Tutti, intorno a te, condividevano la speranza di veder compiersi un giorno la loro redenzione. Ed ecco che, accanto a te, nella tua casa, unito a te come il figlio al padre, vive il Messia, il Figlio di Dio. Era un segno della bontà e della fedeltà del Signore. E questa fedeltà da parte dell’Onnipotente nel mantenere la sua Parola apriva per te una prospettiva di speranza senza limiti.
Tu, o San Giuseppe, hai sperato la salvezza per Maria e per te, poiché hai accolto Dio Stesso nella tua vita. L’unica tua forza negli avvenimenti imprevedibili che ti si presentavano (le circostanze penose della nascita di Gesù, la fuga in Egitto, il soggiorno in esilio), la tua unica forza era la speranza incrollabile nella bontà, nella potenza, nella fedeltà del Signore.
E’ senza dubbio questo che ci spiega la tranquilla serenità che s’irradiava nella tua casa. Tu sapevi che Dio avrebbe avuto l’ultima parola in tutto ciò che poteva accadere.
San Giuseppe, fa che possiamo imparare da te a sperare. Tu lo sai: la vita non ci risparmia affatto. Di volta in volta cadono le nostre più belle promesse, crollano i nostri desideri più allettanti. Chi sognava ieri una vita feconda e delicata, oggi si vede alle prese con le meschinità quotidiane; chi si riprometteva ieri di costruire un amore forte, vede oggi la difficoltà di amare pienamente; chi sognava ieri il bene da realizzare, le lotte da ingaggiare per il bene, si ritrova oggi davanti ai suoi limiti.
Quanti si scoraggiano! Coscientemente o no, lasciamo talvolta cadere la speranza e ripetiamo: a che pro?
San Giuseppe, insegnaci a sperare malgrado tutto: il male non potrà mai scoraggiare colui che guarda verso Dio. Al di là di tutte le debolezze c’è la fedeltà del Creatore: è su di Lui che desideriamo contare. Fa’ che per noi non ci sia altra maniera di vivere che quella di sperare! E questa speranza ci trasformi, dandoci una grande certezza, il gusto del combattimento e dell’azione.
Amen.
 
Terzo giorno: San Giuseppe, modello di carità.
San Giuseppe, tu hai trascorso la tua vita in un clima di amore generoso. Hai amato Maria, che doveva mettere al mondo il Figlio. Poi, con lei, hai avuto una parte speciale nell’atto d’amore più bello della storia del mondo: la venuta del Figlio di Dio tra gli uomini per salvarli.
Dio che è Amore, ha vissuto nella tua casa. Ha condiviso la tua tavola, l’intimità della tua famiglia, le tue gioie, le tue difficoltà, ogni istante della tua vita.
Poiché l’attenzione dei genitori è concentrata sui figli perché li amano, tutta la tua generosità e quella di Maria si volgevano naturalmente verso il Figlio di Dio divenuto vostro figlio. Insieme avete amato il vostro prossimo.
Hai trovato in questo amore una parte attiva nel mistero della salvezza, gesto di amore perfetto per tutti gli uomini della terra.
Tu che hai trovato così bene l’amore nella tua vita, insegnaci ad amare. Facci comprendere che l’amore viene da Dio. Quando siamo affranti dall’incomprensione o dall’odio, aiutaci ad orientare la nostra vita secondo il suo desiderio.  Sappiamo che il giorno in cui il nostro cuore sarà veramente aperto alla carità, il volto del mondo sarà cambiato. E la persona accanto a noi non combatterà più, ma amerà.
Aiutaci a vedere quanto la vita cristiana è contenuta interamente nell’amore e che, al di fuori dell’amore di Dio e del prossimo, tutto è senza importanza. Come te, San Giuseppe, noi vogliamo amare Dio sempre più e condividere col nostro prossimo lo stesso amore fedele e generoso.
Amen.
 
Quarto giorno: San Giuseppe, padre di Gesù.
San Giuseppe, la gente di Nazareth ha chiamato Gesù figlio tuo. E Maria gli diceva un giorno nel tempio: “Tuo padre ed io ti cercavamo”. Insieme voi sapevate quanto la paternità umana oltrepassasse l’unione fisica degli sposi e sei veramente divenuto il padre umano del Figlio di Dio.
Sei stato padre nell’amore per Maria durante i mesi che precedevano la nascita. Sei stato per lei un appoggio costante, una presenza calorosa, l’immagine amata di un padre. Dio ti ha scelto perché conosceva l’importanza di questa tenerezza per Maria, l’importanza dello spirito con cui sapevi parlarle, trattarla, confortarla nelle sue fatiche o nelle sue difficoltà: tutto ciò contribuiva a formare il carattere umano di Suo Figlio. Tu hai rappresentato per Maria tutto l’appoggio sul quale riposava la sua tenerezza e, senza vanità da parte tua, o San Giuseppe, Gesù veniva formato in lei un po’ a tua immagine.
Tu sei stato il padre di Gesù, per l’educazione che gli hai dato. Sei tu, San Giuseppe, che gli hai insegnato, quando era bambino, tutte quelle cose che si imparano in compagnia del padre. Tu l’hai iniziato alla vita. Sotto la tua influenza il suo spirito si apriva, ammirava con te i gigli dei campi, gli uccelli del cielo, le vigne, i campi di grano. Con te, San Giuseppe, per tutta la terra, l’immensità di queste umanità lo penetrava. Con lui, senza saperlo, tu preparavi allora le pagine più belle del Vangelo.
San Giuseppe, insegnaci ad amare come te i nostri figli, a dar loro, attraverso il nostro amore, la fede, la speranza, la devozione, il rispetto di tutto ciò che è bello; una visione del mondo che li impegni a seguire il Figlio tuo nel cammino così importante della loro vita.
Amen.
 
Quinto giorno: San Giuseppe, sposo della Madre di Dio.
San Giuseppe, quando si conosce la fede di Maria, il suo amore, il suo coraggio, la sua purezza, si comprende la tua felicità di averla avuta come sposa: ella che era degna del Figlio di Dio.
Come in una famiglia veramente umana, tu sei stato suo sposo e lei è stata tua sposa. Il suo cuore ti apparteneva, vi siete amati come due sposi possono farlo. Amore tenero, ripieno di attenzione, che lascia trasparire attraverso i minimi gesti, un attaccamento veramente umano. Amore forte e vigoroso che unisce solidamente due persone, tra le quali nessuna difficoltà, nessuna violenza, nessuna disgrazia, possono aprire una breccia. Amore puro e libero che trascina con sé la carne nel superamento delle sue tare e delle sue debolezze.
La Vergine Maria ti aveva affidato la sua anima e il suo corpo, Ella è rimasta vergine perché tu l’hai voluto con lei. E il vostro reciproco amore è sbocciato nella verginità come un segno di Dio per gli uomini. Come Adamo ed Eva avevano rifiutato Dio nell’unità del loro amore, così è nella tua unione con Maria che il Cristo Salvatore è venuto tra noi.
San Giuseppe, insegnaci ad amare; non in un egoismo dove ognuno si chiude in sé stesso e s’indurisce contro l’altro, ma in un dono generoso che ci impegna nelle vie della tenerezza, della delicatezza, della dedizione. Lo sappiamo bene, chi pretende di amare e non pensa che a sé stesso, è un bugiardo.
Noi siamo tutti chiamati, come te, alla verginità. Le nostre unioni sono buone secondo la legge del Creatore. Insegnaci la verità nell’amore, affinchè possiamo riconoscere la sua presenza in noi. Siamo stati affidati l’uno all’altro per salvarci insieme; insegnaci, San Giuseppe, il rispetto dell’altro.
Tu che hai aperto la via alla salvezza del mondo nella purezza del tuo amore, rendici capaci di accogliere il Figlio di Dio come hai fatto tu e di essere suoi testimoni nel mondo di oggi.
Amen.
 
Sesto giorno: San Giuseppe, uomo di preghiera
Al termine delle tue giornate, San Giuseppe, ti ritrovavi in compagnia di Maria per occuparti di Gesù. Il Figlio di Dio aveva bisogno che la sua umanità si formasse come quella degli altri bambini. E secondo la tradizione ebraica spettava al padre l’incarico di spiegare la Bibbia, di trasmettere i comandamenti, secondo la prescrizione del Signore : “Tu insegnerai i miei comandamenti ai tuoi figli” (Dt 6,7)
In compagnia di Maria, tu gli hai raccontato tutto ciò che Dio aveva fatto per il suo popolo; gli hai mostrato come ogni gesto, ogni usanza, aveva un significato sacro. Al padre era affidata l’educazione morale e religiosa dei figli; tu non avresti mancato a questa grande missione, nella quale la tua paternità trovava il suo compimento. Maria, accano a te, ascoltava, completava. Insieme avete così formato l’anima umana del vostro Figlio, facendogli capire le grandi lezioni del Padre Suo dei Cieli.
Come ogni ebreo fedele, più volte al giorno dovevate mettervi in preghiera al mattino, alla sera ed anche durante il giorno. Recitavate ad alta voce le litanie di lode che glorificavano il Signore, il solo vero Dio, che fa tutto vivere sulla terra e da cui proviene ogni saggezza e ogni santità.
Insieme voi avete certamente recitato questa preghiera del Deuteronomio: “Ascolta, Israele, il Signore è nostro Dio, il Signore è Uno. Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutto il tuo spirito.” Tu, San Giuseppe, dicevi lentamente le sante parole, affinchè Maria potesse farle ripetere al vostro Figlio.
Abituato alla Parola di Dio, tu dovevi, poi, pregare liberamente tra le gioie e le pene, e forse soprattutto quando il mistero si faceva troppo grande davanti a te. San Giuseppe, insegnaci a pregare, e concedici di amare quei momenti in cui soli, con i nostri cari o con tutta la comunità cristiana, noi invitiamo Dio a condividere la nostra vita.
Amen.
 
Settimo giorno: San Giuseppe, modello dell’uomo giusto.
San Giuseppe, aiutaci ad essere giusti. Tu sai che per vivere pienamente una vita da uomo, occorre innanzitutto adattare il proprio cuore e il proprio spirito a quello del Creatore. Il Figlio tuo non chiedeva per prima cosa un’esteriorità edificante, delle maniere pie, ma un’anima veramente legata, conforme alla Volontà di Dio. A coloro che si contentavano di preghiere e di riti esteriori, Egli diceva : “Non sono coloro che dicono Signore, Signore che saranno salvi, ma coloro che fanno la Volontà del Padre mio”.  Accogliere ogni giorno la presenza di Dio, vivere con Lui, è l’atto centrale di tutta la vita umana.
Come uno strumento ben accordato produce note giuste, tu, San Giuseppe, hai saputo vivere in accordo con Dio; e il Vangelo ha potuto dire di te che eri un uomo giusto.
Per colui che ti guardava, la tua vita poteva sembrare banale: la piccola vita quotidiana da ricominciare ogni giorno, gli stessi gesti ripetuti centinaia di volte, gli stessi utensili, gli stessi movimenti, le stesse pause. Ma tu hai saputo metterci tanta gioia e fedeltà che, davanti a Dio, eri degno del Figlio suo.
In una condivisione di amore familiare, hai lavorato, vissuto sofferto, amato. Hai compiuto la missione ricevuta secondo le vie tracciate dall’intelligenza e dall’amore di Dio. E in un riserbo discreto, hai realizzato un compito unico, felice di sentirti pienamente fedele.
San Giuseppe, insegnaci ad essere giusti. Come te vogliamo trascorrere la nostra vita in armonia col Creatore. Insegnaci la condivisione, che è una forma di amore. Insegnaci soprattutto la giustizia, affinchè possiamo fare con gioia la Volontà del Padre nostro che ci ama.
Amen.
 
Ottavo giorno: San Giuseppe, buon lavoratore.
All’inizio del mondo, nei piani del Creatore, il lavoro era bello e buono. L’uomo si è allontanato da Dio ed ora il lavoro è fronte di difficoltà, di fatiche e di pene. San Giuseppe, tu ti sei sottomesso a questa dura legge del lavoro, perché sapevi che esso può diventare nuovamente nobile e bello secondo i piani del Creatore.
Questo è stato il segreto della tua vita di lavoratore.
Quando Dio volle un padre adottivo per il Figlio Suo, scelse un operaio, dimostrando così la sua stima verso il lavoro. Tu non l’hai deluso. Hai lavorato col cuore e il tuo mestiere diveniva un’espressione di amore, come la preghiera o la fedeltà al Signore.
Noi immaginiamo facilmente oggi la tua fronte bagnata di sudore, il tuo viso illuminato dal sorriso, mentre camminavi sulla strada di Nazareth, col sacco degli attrezzi sulla spalla. Eri un uomo: un carpentiere. Ti chinavi sui pezzi di legno per tagliare, piallare, segare, inchiodare. Facevi tutti i gesti familiari e quelli del mestiere. E il tuo lavoro, in tutto simile a quello degli altri uomini, si distingueva, tuttavia, perché era stato fatto da uno che viveva alla presenza di Dio.
Tu, San Giuseppe, non eri soltanto un essere umano in stato di punizione: tu vivevi un vero amore. Col tuo lavoro hai saputo raggiungere Dio stesso.
San Giuseppe, insegnaci l’amore del nostro mestiere, fa che diventi per noi una fonte di vitalità e di felicità; che possiamo compierlo con giustizia ed onestà; che sappiamo penetrare di viva carità il nostro lavoro ben fatto. E che, sul tuo esempio, sappiamo accogliere il Figlio tuo nelle nostre officine, nei nostri cantieri, nei nostri uffici e in tutti i luoghi di lavoro.
Amen.
 
Nono giorno: San Giuseppe, modello di obbedienza.
San Giuseppe, uno dei tratti più visibili della tua anima è ancora l’obbedienza a Dio. Tutta la tua vita è intessuta di fedeltà, di obbedienza, di fiducia nel Signore che ti ama.
All’inizio del Vangelo Maria, tua fidanzata, si ritrova incinta. Da uomo giusto tu decidi di rinviarla, in segreto, per non farle del male. Ma Dio ti chiede di prenderla ugualmente come sposa fedele. Attento a questo primo messaggio di Dio, tu entri con lui nel cammino ancora misterioso dell’Incarnazione.
Alcuni mesi dopo, l’imperatore romano ordina un censimento nel suo territorio. Confidando nelle vie di Dio, accetti questa seconda prova. Lasci Nazareth e vai a Betlemme, la città di David, dove doveva nascere il Figlio di Dio.
Dopo la visita dei Magi, il Signore si rivolge ancora a te: “Alzati, prendi il Bambino e sua Madre e fuggi in Egitto: resterai là fino a quando te lo dirò io”. Senza perdere un istante, ancora una volta, ti alzi. Di notte, prendi il Bambino e sua Madre per andare in Egitto; e rimani là fino a quando Dio lo desidera.
Passano alcuni anni prima della morte di Erode. Poi il Signore ti dice ancora: “Alzati, prendi il Bambino e sua Madre e ritorna in Israele.” Con una fedeltà ammirevole, tu, San Giuseppe, ti alzi, prendi il Bambino e sua Madre e torni a Nazareth.
Bastano questi avvenimenti per farci comprendere la grandezza della tua obbedienza. Il Vangelo è molto discreto sulle forme che potevano prendere tutti questi interventi di Dio. Ogni volta è un angelo, un messaggero che ti trasmette i suoi ordini.
Ma tu lo sai bene, anche nella nostra vita il Signore si rivolge a noi. Egli ci parla attraverso gli avvenimenti, nel silenzio della preghiera, per mezzo della Chiesa. Aiutaci a conoscere la sua Voce in mezzo a tutti i rumori del mondo. Aiutaci a corrispondervi, affinchè ogni giorno siamo fedeli al suo amore e alla sua volontà.
Amen.
(Beato Andrea Bessette)
 

martedì 24 novembre 2015

FESTA DELL'ASSUNZIONE DI SAN GIUSEPPE


 
08.06.2011 (Manaus) Messaggio a Edson Glauber

Fonte: http://www.itapiranga.net
A seguito di una rivelazione dello scorso anno, da parte di Dio, oggi abbiamo festeggiato l’assunzione di San Giuseppe al cielo. San Giuseppe mi rivelò lo scorso anno che questo fatto della sua vita dovrebbe essere commemorato il mercoledì successivo alla festa dell’Ascensione del suo Figlio Gesù. Oggi è apparsa la Sacra Famiglia. Il Bambino Gesù stava in braccio a San Giuseppe e ha parlato. Egli aveva l’età apparente di un bambino di un anno e mezzo e, pur essendo così piccolo, parlò maestosamente come un re. Il Dio bambino disse:
La pace a tutti voi! Figlio mio, diffondi nel mondo la devozione ai Tre Cuori uniti. Questa devozione è nata dalle profondità del Mio Sacro Cuore ed è una fonte inesauribile di grazie per l’umanità peccatrice. Questa devozione viene per guarire l’umanità ferita e sfinita perché si apra alla grazia di Dio. Sono venuto dal cielo con la Mia Santissima Madre e con il Mio Verginale Padre Giuseppe per benedirvi e per dirvi che, se desiderate le benedizioni e la protezione dal cielo, dovete onorare amare e lodare i nostri Sacri Cuori uniti: così, la vostra vita sarà illuminata e avvolta dalla luce e dalla grazia divina. Il mondo merita un diluvio di castighi, ma per mezzo del Cuore Immacolato di Maria e del Cuore Castissimo di San Giuseppe la mia giustizia è ancora trattenuta e allontanata. Intercedete, riparate e pregate per ottenere la misericordia del Mio Cuore per voi stessi e per il mondo. Chi non è umile non comprende la nostra Santa presenza in mezzo a voi e mai la comprenderà; avranno la grazia di capire i misteri e la presenza di Dio coloro che si fanno piccoli e riconoscono il loro niente davanti a Me, a Mia Madre e a San Giuseppe. Pregare; molti dicono tante orazioni ma poche sono dette con amore e con il cuore; (*) le preghiere fatte con il cuore pieno di peccati e imperfezioni, non possono salire al cielo. Pregate, convertitevi e cambiate vita: così le vostre preghiere avranno valore davanti ai nostri Tre Cuori uniti. Io vi amo e vi benedico. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
Il Bambino Gesù ha aperto le braccia e nelle sue mani apparve lo Scapolare di San Giuseppe. Mostrandomelo mi fecce capire quanto è importante far conoscere questo scapolare a tutta l’umanità, specialmente ai giovani. Il demonio odia questo scapolare e non vuole che sia diffuso; ma il Bambino Gesù mi ha fatto capire che questa è una grazia concessa all’umanità intera. Il nemico non riuscirà ad impedire che arrivi in tutti i luoghi: infatti il messaggio dei Tre Sacri Cuori e la devozione a San Giuseppe si stanno diffondendo rapidamente in molti luoghi del mondo che io ancora non so, ma che verrò a conoscere tra breve. Gesù farà grandi miracoli perché questa devozione cresca fortemente nel mondo e il cuore castissimo di San Giuseppe sia più amato e onorato accanto al Suo Sacratissimo Cuore e al Cuore Immacolato di Maria.
(*) Qui ho capito che Gesù parlava delle imperfezioni e si riferiva a coloro che non fanno niente per cambiare. Tutti noi siamo ancora imperfetti e possiamo pregare male. Gesù desidera farci capire il valore immenso dello sforzo che facciamo per correggerci, per cambiare vita, per seguire, ascoltare e mettere in pratica i consigli della Chiesa e della Sua Madre. Al contrario, coloro che non si sforzano di correggere i loro errori perdono tante grazie e subiscono molti danni e ferite spirituali. "Il vero rimedio per le ferite dell’umanità, sia quelle materiali come la fame e la ingiustizia, sia quelle psicologiche e morali causate da un falso benessere, è una regola di vita basata sull’amore fraterno e che ha la sua origine nell’amore di Dio. Per questo dobbiamo abbandonare l’arroganza e la violenza usate per ottenere

Scapolare di San Giuseppe: QUI

sabato 24 ottobre 2015

Consacrazione delle famiglie e consacrazione al Cuore Castissimo di San Giuseppe

 
 
Consacrazione delle famiglie
Sacri Cuori di Gesù e Maria, uniti nell'amore perfetto, guardateci con misericordia e amore. Consacriamo i nostri cuori, le nostre vite e le nostre famiglie a Voi, sotto la potente intercessione di San Giuseppe. Sappiamo che il bell'esempio della Vostra casa di Nazareth è stato un modello per ciascuna delle nostre famiglie. Speriamo di ottenere, con il Vostro aiuto, l'unione e l'amore forte e duraturo che ci avete dato. Che la nostra casa sia piena di gioia. Che l'affetto sincero, la pazienza, la tolleranza, il rispetto reciproco e il perdono di cuore, siano dati generosamente a tutti. Che le nostre preghiere includano la necessità altrui, non solo la nostra. E che siamo sempre vicini ai Sacramenti. Benedite tutti i presenti e anche gli assenti, sia i morti che i vivi: che la pace sia con noi, e quando saremo nella prova concedeteci la cristiana rassegnazione alla volontà di Dio. Mantenete le nostre famiglie vicino ai Vostri Cuori: che la Vostra speciale protezione sia sempre con noi. Sacri Cuori di Gesù e Maria, ascoltate la nostra preghiera. Amen.
 
 
Consacrazione a San Giuseppe
O custode dei vergini e santo padre San Giuseppe, alla cui fedele custodia fu affidata l'Innocenza medesima Cristo Gesù e la Verine delle vergini Maria, io mi consacro al Tuo Onore e mi affido completamente a Te affinché Tu sia sempre mio Padre, mio Protettore, mio Amico e mia Guida nel cammino della Salvezza. Ottienimi una gran purezza di cuore e un Amore fervente per la vita interiore. Ti prego e ti scongiuro che, preservato da ogni impurezza, con la mente incontaminata, il cuore puro e il corpo casto io possa servire sempre castamente a Gesù e Maria, tutti i giorni della mia vita.  Seguendo il Tuo esempio, possa io pure realizzare ogni mia azione per la maggior Gloria del Padre, in unione con il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria. E Tu, o benedetto San Giuseppe, prega per me, perché possa partecipare della Pace e della Allegrezza della Tua Santa Morte e vita. Amen
 

giovedì 11 giugno 2015

LA RESURREZIONE DEL SANTO PATRIARCA

Messaggio di San Gabriele Arcangelo - 28 maggio 2015
 
"Renato, Io Gabriele ti porto oggi questa ambasciata per ordine del Signore e volontà della Vergine Santissima Madre di Dio, per la gloria di Giuseppe Sposo della Vergine e il beneficio di tutta la Santa Chiesa. Rivela alle anime che la Domenica, primo giorno della settimana, in occasione della Risurrezione del Signore Gesù, Giuseppe lo Sposo Santissimo di Maria Santissima avvenne anche anche la resurrezione e la rianimazione del Suo Corpo, rendendolo così glorioso, e di aspetto,  bellezza e vita completamente rinnovata. Questo corpo, che una volta con amore perfetto si era addormentato alla presenza del Signore Gesù della Sua Madre Santissima, più bello di un Angelo, esalando aromi e profumi celesti fu sepolto nella regione della Valle di Giosafat  preservando la sua integrità e incorruttibilità perfetta, superiore a quella avutasi in Bernadetta, la veggente di Lourdes. Là il Suo Santissimo Corpo rimase sepolto, scortato da un gruppo di Angeli fino al giorno Santo della Domenica in cui risuscitò il Cristo, per essere poi, in occasione dell'Ascensione, essere il primo con Cristo a godere delle delizie del Cielo, del Paradiso, in corpo e anima immortale. Rivela ad anime queste verità circa la RESURREZIONE DEL SANTO PATRIARCA, che completano le rivelazioni fatte da nostro Signore Gesù Cristo al Suo Piccolo Giglio, la mistica Maria Cecília Baij e anche la fede dei Santi della Chiesa, e comprendi quanto grande è la tua responsabilità e premio per tanto alte rivelazioni. Io Gabriele oggi ti ho parlato, Renato, e ti benedico abbondantemente nel nome del Signore e della Sua Gloria immortale per i secoli senza fine. La pace, Renato!".
 

L'ASSUNZIONE DI SAN GIUSEPPE


Uno dei privilegi speciali concessi da Dio a san Giuseppe,secondo alcuni  santi, è quello della sua Assunzione al cielo in anima e corpo. Lo affermano il famoso teologo spagnolo Suárez, san Pier Damiani e san Bernardino da  Siena, san Francesco di Sales, sant'Alfonso Maria de' Liguori, la venerabile  Madre Maria Jesus di Agreda, Bossuet, sant'Enrique de Ossó y Cervelló e  altri ancora. Per quale motivo? Perché Cristo è, soprattutto, redentore dei suoi genitori, che amò di un amore totale e che santificò con una tale pienezza da renderli modello degli altri redenti. Inoltre perché Giuseppe
ebbe una missione universale specialissima e perché sembra ragionevole che  la Sacra Famiglia, predestinata ad iniziare una vita divina del lignaggio  umano in anticipo su tutti gli uomini,abbia iniziato anche la vita gloriosa  della risurrezione prima di essi.
Gersone, il grande devoto di san Giuseppe, parlò della Risurrezione e dell'Assunzione del nostro santo in cielo con anima e corpo nell'omelia pronunciata al Concilio di Costanza l'8 settembredel 1416.
San Pier Damiani (1007-1072) parla dell'Assunzione di san Giuseppe nel Sermone su san Giovanni Battista.
Il venerable Bernardino Bustos riferisce che, mentre san Bernardino da Siena (1444) stava predicando nella città di Padova sull'Assunzione di Giuseppe in corpo ed anima al cielo, gli ascoltatori videro sul capo del santo predicatore una croce come di oro splendente, che emanava meravigliosi raggi di luce. Il santo stava dicendo:devotamente si deve credere, però non affermare come di fede,che il benignissimo Gesù, Figlio di Dio vivo, con ugual privilegio adornò suo padre adottivo e sua madre Santissima; e che così come quando morì la Vergine Purissima se la portò in cielo con corpo ed anima, allo stesso modo il giorno della Risurrezione Gesù si portò con sé il giustissimo patriarca san Giuseppe nella gloria della Risurrezione; affinché come quella santa famiglia, cioè Cristo,Maria e Giuseppe, visse unita sulla terra una vita laboriosa e ingrazia, così nella gloria dell'amore viva in cielo in anima e corpo(27).
San Leonardo da Porto Maurizio afferma: Dite che san Giuseppe, quando morì, fu trasportato all'empireo in corpo ed anima per privilegio particolare citato nei Proverbi: "Tutti i suoi di casa hanno doppia veste" (Prov 31, 21), vale a dire, quelli della famiglia della donna forte, o della Vergine Maria, indossano doppia stola, che per gli interpreti di sacra scrittura si intende la glorificazione dell'anima e del corpo(28).
Il grande teologo spagnolo Francisco Suárez (1548-1617)afferma parlando di san Giuseppe: Non tralascerò di dire che secondo un'opinione abbastanza diffusa, il nostro santo regna con Cristo nella gloria in corpo ed anima; perché, siccome morì prima di Nostro Signore, è verosimile che fosse tra quelli che risuscitarono al momento della morte o della risurrezione del Salvatore, i quali risuscitarono a vita immortale di anima e corpo(29).
Madre Maria di Gesù da Agreda (1602-1665) dice: il giorno della risurrezione, con ogni bellezza e gloria, si alzò il nostro Salvatore dal sepolcro e, in presenza dei santi e dei patriarchi, promise al lignaggio umano la risurrezione universale come effetto della sua,nella stessa carne e corpo di ciascuno dei mortali e che in essa sarebbero stati glorificati i giusti. In pegno di questa promessa e come in ostaggio della risurrezione universale, dispose Sua Maestà che le anime di molti santi che si trovavano là, si riunissero ai loro corpi e risuscitassero a vita immortale.Immediatamente venne eseguito questo divino comando e risuscitarono i corpi di cui, anticipando il mistero, riferisce Matteo
(Mt 27, 52). E tra di essi si trovavano sant'Anna, san Giuseppe, san Gioacchino ed altri antichi Padri e Patriarchi, che si erano distinti nella fede e nella speranza dell'Incarnazione e con maggior desiderio l'avevano anelata e chiesta al Signore. Così, a ricompensa di questi meriti, venne loro
anticipata la risurrezione e la gloria dei corpi(30).
Dice san Francesco di Sales: Non dobbiamo in alcun modo dubitare che questo glorioso santo gode di molto credito in cielo presso Colui che l'ha favorito così tanto da elevarlo fin lassù inanima e corpo; il che spiegherebbe come mai sulla terra non ci sia rimasta alcuna reliquia; e a me pare che nessuno possa dubitare di questo perché come avrebbe potuto negare a san Giuseppe questa grazia Colui che gli fu obbediente per tutta la vita?... E, se è vero,cosa che dobbiamo credere, che in virtù del Santissimo Sacramento che riceviamo, i nostri corpi risusciteranno nel giorno del giudizio, come possiamo dubitare che Gesù abbia fatto salire in cielo in corpo ed anima il glorioso san Giuseppe che
aveva avuto l'onore e aveva ricevuto la grazia di portarlo con tanta frequenza sulle sue braccia, tra le quali Nostro Signore tanto si compiaceva? È dunque innegabile che san Giuseppe sia in cielo in anima e corpo. Quanto saremmo felici se potessimo meritare le sue sante intercessioni! Poiché a lui nulla viene negato, né da parte di Nostra Signora, né dal suo glorioso sposo (31).
È interessante notare che papa Giovanni XXIII, nell'Omelia pronunciata nella festa dell'Ascensione, il 26 maggio 1960, per la canonizzazione di Gregorio Barbarigo, espresse la sua opinione personale che san Giuseppe si trova in cielo in corpo e anima; e la espose come opinione accettabile. Disse letteralmente: Così piamente noi possiamo credere(32).
Naturalmente l'Assunzione di san Giuseppe non è dogma di fede, ma speriamo che lo diventi in un futuro non molto lontano.
Come direbbe il grande filosofo cattolico Jean Guitton: Ho l'impressione che non sia ancora arrivato il tempo di san Giuseppe.Non è ancora uscito dall'ombra, incomincia soltanto ora. Vedrete come il futuro ci riserva molte belle sorprese su di lui(33).

Tratto da  P. ÁNGEL PEÑA  "SAN GIUSEPPE IL PIÙ SANTO DEI SANTI"

martedì 3 marzo 2015

IL SIGNORE TRIONFERA' CON MARIA SS. ATTRAVERSO SAN GIUSEPPE



Messaggio del 28 febbraio 2015 a Renato

... Renato, rivela alle anime che è desiderio del Signore e della Beata Vergine Maria che questo mese di  marzo sia dedicato con speciali preghiere a Giuseppe, il Castissimo Sposo della Sempre Vergine Maria, questo serafino in carne umana, serafino di grazia e di obbedienza. Durante questo mese le anime dedichino ogni giorno una preghiera, una preghiera infuocata d'amore, nata dal cuore, al Santo Patriarca, pregando il Rosario che Egli stesso ti ha dato qui, le Sue giaculatorie, e le Sue Litanie i Salmi in suo onore, la Consacrazione al Suo Cuore, e infine tutte le devozioni della Santa Chiesa in onore di questo Uomo Giusto e Verginale. Dedicategli preghiere ancora più speciali il mercoledì e la prima domenica di ogni mese, giorno in cui potete unire alla vostra preghiera un sacrificio, l'elemosina per i poveri e per le anime sante del Purgatorio, il digiuno, l'adorazione del Santissimo Sacramento e ancora piccole processioni con le Sue immagini sacre. Renato, rivela che con questo mezzo il Signore trionferà con Maria Santissima attraverso San Giuseppe, e il demonio Leviatano e suoi demoni sarà paralizzato nella sua azione verso la Chiesa, le famiglie, il mondo e soprattutto il Brasile. Questa è la volontà del Signore per voi. Realizzatela prontamente, sull'esempio di quest'uomo, Giuseppe, ed eseguite completamente la volontà del Signore.

Io, uno dei Santi Angeli del Coro dei Principati benedico te, Renato,  e tutte le anime di buona volontà e ti custodisco all'ombra delle mie ali. Pace!... ".

 

martedì 24 febbraio 2015

sabato 13 settembre 2014

LO SCAPOLARE GRIGIO DELLA PACE DI JACAREI

Scapolare grigio della pace
 
San Giuseppe nel giorno 17/02/2008 ha dato il seguente messaggio: "...E' un grande atto di devozione verso di Me indossare il Mio Scapolare grigio che ho dato qui... Lo Scapolare dei Nostri Santissimi Cuori Uniti. Colui che lo usa dimostra che veramente appartiene a Me e che vuole seguirmi sulla strada della perfezione.
L'anima che muore con questo scapolare e che lo ha portato con amore per tutta la vita spirerà tra le Mie braccia e sarà immediatamente posto accanto al Mio trono in Cielo. Vi benedico figli miei che veramente credete nella Mia parola e la vivete..."

martedì 6 maggio 2014

Corona delle lacrime di San Giuseppe


 
Nell’apparizione del 17/12/2008 in Jacareí , S. Giuseppe ha incaricato il veggente Marcos Tadeu di comporre un nuovo rosario per implorare la Misericordia Divina per i meriti dei dolori e delle lacrime di S. Giuseppe

Primi 3 grani iniziali

O Gesù e Maria, guardate le lacrime di Colui che più Vi amò sulla terra e ora Vi ama più intensamente in Cielo.

Preghiera iniziale: Gesù e Maria, inginocchiati ai Vostri Piedi, noi Vi offriamo i Dolori e le Lacrime di S. Giuseppe, che Vi accompagnò nel Vostro cammino di sofferenza con intenso Amore partecipante, collaborando con Voi nell’opera della redenzione del mondo. Fate, Gesù e Maria, che per i meriti dei dolori e delle lacrime di S. Giuseppe, compiamo la Vostra SS. Volontà, arriviamo al perfetto amore per Voi, otteniamo tutte le grazie necessarie per la salvezza delle nostre anime, in modo che possiamo venire a lodarVi nel Cielo per tutta l’eternità. Amen
Si meditano i seguenti misteri

1-Per il dolore che soffristi nel vedere la Santa Gravidanza di Maria Santissima senza ancora conoscere il mistero dell’incarnazione. San Giuseppe Corredentore, sii benedetto!

2-Per il dolore che soffristi nel vedere il Salvatore nato dalla Vergine Maria nella povertà della grotta di Betlemme. San Giuseppe Corredentore, sii benedetto!

3-Per il dolore che soffristi nel sentire con Maria la profezia di Simeone nel tempio. San Giuseppe Corredentore, sii benedetto!

4-Per il dolore che soffristi e per i pericoli che passasti nella fuga in Egitto con Maria Santissima e il Bambino Gesù. San Giuseppe Corredentore, sii benedetto!

5-Per il dolore e le ingiustizie che soffristi fintanto che permanesti in Egitto con Gesù e Maria. San Giuseppe Corredentore, sii benedetto!

6-Per il dolore che soffristi nella perdita del Bambino Gesù e quando il Padre Eterno ti rivelò che saresti morto prima della passione, lasciando soli Gesù e Maria nel venerdì Santo.. San Giuseppe Corredentore, sii benedetto!

7-Per il dolore che soffristi nella tua morte, sapendo tutto ciò che dovevano soffrire Gesù e Maria, e per tutti i dolori segreti rivelati nelle apparizioni di Jacareí. San Giuseppe Corredentore, sii benedetto!

Sui grani grandi
O Gesù e Maria, guardate le lacrime di Colui che più Vi amò sulla terra e ora Vi ama più intensamente in Cielo.
Sui grani piccoli (x 7 volte)

O Gesù e Maria, esaudite le nostre suppliche in virtù dei dolori e delle lacrime di S. Giuseppe.


Sugli ultimi 3 grani

O Gesù e Maria, guardate le lacrime di Colui che più Vi amò sulla terra e ora Vi ama più intensamente in Cielo.

Preghiera finale: O San Giuseppe, protezione di Gesù e Maria, nostro Corredentore, noi Ti supplichiamo di unire le Tue suppliche alle nostre, affinchè Gesù e Maria, Tuoi e Nostri amori, a cui ci rivolgiamo in nome dei Tuoi dolori e lacrime santissime, ascoltino le nostre suppliche e ci concedano le grazie che chiediamo per mezzo Tuo, per ottenere infine la corona della vita eterna. Amen. Che i Tuoi dolori e lacrime, o S. Giuseppe, distruggano l’impero dell’inferno!
Per l’amore che portate a S. Giuseppe, o Gesù e Maria, salvate il mondo dalla perdizione che lo minaccia. Amen
 

LA RIVELAZIONE DEL CUORE AMANTISSIMO

La statua del Cuore Amantissimo in Jacareí (Brasile) è alta 5 metri
 
 
Messaggio di San Giuseppe del 7 febbraio 2011 (estratto)
 
(San Giuseppe) "Ti ricordi che molti anni fa, ti ho detto, per confutare l'obiezione, la critica di chi ha detto che la rivelazione del mio Amantissimo Cuore qui era falsa, perché non ero in Cielo in corpo e anima e che non si poteva venerare il mio Cuore, te lo ricordi?"
(Marcos) Mi ricordo, mi ricordo che Lei ha rivelato che il Suo Corpo era incorrotto sulla terra, perciò il Suo Cuore era incorrotto, ed era perfettamente possibile venerare il Suo Cuore come per quello di Maria e Gesù. Sì"
(San Giuseppe) "Beh, sono qui per dirti che la Santissima Trinità ha portato il Mio CORPO INCORROTTO IN CIELO, e perciò Io sono lì in corpo e anima come Gesù e Maria. E il Mio Cuore Amantissimo sta in Cielo GLORIOSO CON IL CORPO E L'ANIMA UNITI NELLA GLORIA".


http://www.gloriasdejose.org/sao-jose-revela-seu-amantissimo-coracao

APPARIZIONI A MARCOS TADEU TEXEIRA (Jacareì - San Paolo - Brasile)

sabato 12 aprile 2014

09/07/2007 - OFFRITE LE VOSTRE SOFFERENZE

09/07/2007 - - Messaggio del Nostro Amorevolissimo San Giuseppe
 
"Figli amatissimi, Io Giuseppe vi do oggi la benedizione del mio Cuore Amorevolissimo!
Siate fedeli a Nostro Signore e a Maria Santissima. Offrite le vostre sofferenze per la salvezza delle anime, perché esse possono salvare molte anime! Non potete immaginare quanto grande è il potere del dolore offerto con la preghiera. Quando soffrite, figli miei, è quando salvate più anime! Offrite, quindi, le vostre sofferenze con il Rosario e tutto ciò vi ritornerà in Grazie di conversione e di salvezza per molte, molte anime! Quanta più voi soffrite, tanto più noi vi amiamo!...
Vedete, figli miei: tutte le sofferenze che Dio permette nella vostra vita, non hanno altro scopo se non di salvare voi e di salvare il mondo, di salvare molte anime che hanno bisogno di Grazie più intense per salvarsi!
Per questo il Signore permette la sofferenza nella vostra vita, perché vi uniate alle sofferenze di Nostro Signore e così completiate quello che manca alla Passione di Gesù per la salvezza di molte anime, che hanno tanto bisogno!
Se ci fossero anime più pazienti, più forti nella sofferenza, il mondo avrebbe più sante anime! Ci sarebbero più conversioni! La Santa Fede Cattolica si sarebbe diffusa più velocemente.
Offrite, pertanto, il lavoro quotidiano, la povertà, le umiliazioni, le privazioni! Offrite la sofferenza fisica e la sofferenza dell'anima con il Rosario, tutto questo sarà convertito in benedizioni più intensi che possono salvare molte anime, persino le vostre!
D'ora in poi, quindi, non brontolate! Non vi rivoltate più contro la Volontà del Signore che vi permette la Croce per pochi istanti, così che lo possiate aiutare nel piano di salvezza dell'umanità!
Non siete soli, io sono con voi sempre e anche Maria Santissima e Nostro Signore Gesù Cristo.

Il mio Cuore amorevolissimo sarà il vostro rifugio, oggi e sempre!

Pregate per le nostre intenzioni. Imitate la mia povertà: io volontariamente ho voluto essere povero, in modo che il Mio Cuore non avesse altro amore se non Gesù e Maria, Mi sono distaccato da tutto liberamente, ho sempre rinunciato alla mia propria volontà e ho consacrato me stesso al Signore fin dai miei primi anni di vita, perché il mio unico Amore fosse Lui e più tardi Maria Santissima...
Da quando il Signore mi ha dato in custodia il mio grande amore, l'amore purissimo, Santissimo e celestiale fu Lei e il Bambino Gesù. Fu il Signore a darmi questi due Tesori di inestimabile valore per tutta l'umanità... Mi dovete seguire sulla strada della povertà, sulla strada della consacrazione totale, sulla strada di distacco, perché  il vostro amore sia solo Dio e Maria Santissima. Perché nel vostro cuore ci sia spazio solo  per Loro, ed esso sia occupato solo dal Signore e da Lei, con la Sua Volontà santa e degna di ogni onore, di ogni amore, di ogni obbedienza e di ogni lode!
Restate nella pace del Signore..."

mercoledì 19 marzo 2014

DOLORE DI MARIA SS. NELLA MORTE DI SAN GIUSEPPE

DOLORE SEGRETO RIVELATO DALLA MADONNA  NELLE APPARIZIONI DI JACAREÍ



Jacareí, 18 luglio 2001

"Oggi desidero far conoscere al mondo un altro dei Miei dolori segreti.
Sia conosciuto, venerato e propagato, così che il mondo intero si converta e abbia la pace...
Il Mio Cuore Immacolato ha sofferto un acutissimo dolore, in occasione della morte del Mio Sposo S. Giuseppe. Lui, che ci aveva protetto, amato e sostenuto con tutto l'amore del Suo Amantissimo Cuore, partiva per l'eternità e ci ha lasciato sulla terra per continuare e completare la Grande Opera della Redenzione umana. Egli, che con il suo coraggio e l'amore sempre vigile, era il Nostro Balsamo nei momenti di maggior tribolazione e dolore...
Il Mio Cuore era immerso in un oceano di infiniti dolori che solo il Padre Eterno e il Mio Divin Figlio potevano comprendere: il dolore, come una 'spada tagliente', lacerava il Mio Cuore e lo faceva sanguinare.
Il Mio Santo Sposo è morto nelle braccia di Gesù, lasciando il Suo e il Mio Cuore pieno di dolore e di nostalgia...
Figlio Mio, per il dolore che ho provato in quell'ora, fai che questa Grande Afflizione da Me provata sia conosciuta in tutto il mondo
Questo Mio Dolore non è amato e non è noto agli uomini... Fai, allora, che tutti lo conoscano e lo venerino,  così che io possa, così, soccorrerli con i Meriti che con esso ho acquisito... "

domenica 2 marzo 2014

MARZO DEDICATO A SAN GIUSEPPE

2 marzo: prima domenica del mese, dedicata a San Giuseppe (offrite la S. Comunione in riparazione del Suo Cuore Castissimo, Amantissimo e Addolorato)

4 marzo: festa del Volto Santo di Gesù (rivelazioni a Suor Pierina de Micheli)

5 marzo (Le S. Ceneri): primo mercoledì del mese, giorno dedicato a San Giuseppe. Potete leggere: vita-di-san-giuseppe-6-virtu.html

19 marzo: la Santa Morte di Giuseppe nelle braccia di Gesù e Maria. Potete leggere le rivelazioni a madre-cecilia-baiji-1.html e anche a maria-di-agreda.html

25 marzo: l'Annunciazione dell'Angelo Gabriele alla SS. Vergine Maria e l'Incarnazione del Verbo. Potete leggere vita-di-san-giuseppe-20-lincarnazione.html


A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima sposa. Per, quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all'Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo.
AMEN.

cfr. «Oratio ad Sanctum Iosephum», quae proxime sequitur textum ipsius Epist. Enc. «Quamquam Pluries"» die 15 aug. 1889: «Leone XIII P. M. Acta», IX [1890]

venerdì 28 febbraio 2014

IL MAGISTERO DELLA CHIESA

Papa Pio IX

  • Inclytus Patriarcha Joseph (10 settembre 1847)
  • Quemadmodum Deus  (8 dicembre 1870)

Papa Leone XIII
  • Quamquam pluries  (15 agosto 1889)
Papa Giovanni Paolo II
  • Redemptoris custos (15 agosto 1989)
Questi sono i principali documenti, ma ce ne sono altri, ben spiegati nell'articolo seguente:
http://movimentogiuseppino.wordpress.com/i-documenti-del-magistero/

LA VITA 24: SOFFRE AL VEDERE LA GRAVIDANZA DI MARIA

VITA DI SAN GIUSEPPE
Libro II - Capitolo II



S. Giuseppe soffre nel vedere nella sua Sposa Maria i segni della gravidanza


Tormento di Giuseppe - Il nostro Giuseppe stava tanto contento e consolato in compagnia della sua Sposa, anche per i molti favori che riceveva da Dio, e un giorno si mise ad osservare con più attenzione la sua Sposa e riconobbe in lei i chiarissimi segni di una gravidanza, perciò il Santo restò attonito, molto turbato e ferito nel cuore da un acuto dolore. Si andava persuadendo che quei segni potessero provenire da qualche malattia, ma vedendo la sua Sposa con il suo solito vigore e spirito, diceva fra sé: «Se fosse infermità vi sarebbero altri segni, ma si vede che la mia Sposa è in perfetta salute». E diceva fra sé: «O mio Dio, cos'è questo che io scorgo nella mia Sposa? Sogno, oppure son desto? Forse i miei occhi vedono una cosa per un'altra? Mio Dio, cos'è questo, che ora vedo nella mia Sposa? Io non oso chiedere a lei cosa alcuna, perché essendo tanto santa, non devo parlarle di ciò. Ma pure si vede chiaro che lei è incinta. Soccorri Tu, mio Dio, il tuo servo e dammi luce per capire questo fatto, perché ora io non so altro, tranne che quello che con chiarezza appare ai miei occhi». La divina Madre si avvide del travaglio del suo Giuseppe, e pregava molto Dio perché l'avesse assistito con la sua grazia.

Ansia di Giuseppe - Per quella sera il nostro Giuseppe si ritirò tutto sopraffatto, pensando a che cosa mai poteva essere quello che appariva ai suoi occhi. Quella notte il suo riposo fu molto breve, e appena svegliato non vedeva l'ora di rivedere la sua Sposa e vedere se veramente lui era in errore; perciò, tutto ansioso, si mise per tempo ad aspettare che uscisse dal suo ritiro. La divina Madre uscì, e salutò il suo Giuseppe con il solito cordiale saluto. Il Santo la vide, e la considerò sempre più bella e graziosa, ma peraltro con quei segni che egli aveva già scorto il giorno prima. Il suo cuore restò ferito di nuovo dal dolore, vedendo che egli non era in errore, ma che quel tanto che aveva visto lei era verissimo, e diceva: «O Dio, come mi consola la bellezza, la modestia e la grazia della mia amata Sposa! ma come resta ferito il mio cuore nel vedere in lei questi chiari segni di gravidanza! Mio Dio! Soccorri il tuo servo in questo grande travaglio, che sarà sufficiente a darmi la morte, se Tu non mi dai forza e non mi reggi col tuo braccio potente».

Sua prudenza e abbandono in Dio - La divina Madre pregava molto per il suo Giuseppe, e di fatto il Santo sentì qualche sollievo al suo grande dolore, e pensava fra sé di stare un poco a vedere che cosa sarebbe successo col passare del tempo, e di non volersi tanto angustiare per allora, sicurissimo che il suo Dio non avrebbe lasciato di manifestargli qualche cosa e di provvedere a questo fatto e diceva: «Io sono certo che la mia cara ed amata Sposa è santissima e amata sommamente da Dio, e non posso dubitare cosa alcuna di lei. E' meglio che per ora mi calmi e stia un poco a vedere la fine». Così per allora si calmò alquanto, benché non del tutto, perché ogni volta che la guardava scorgeva quei chiarissimi segni, e il suo cuore restava sempre ferito. Il nostro Giuseppe ottenne qualche sollievo al suo grande dolore per le preghiere della divina Madre, e lei stessa gli si mostrava più che mai affabile e caritatevole, compatendo molto il suo Giuseppe nell'angustia in cui si trovava.

Prega e si lamenta - Ogni mattina il santo Sposo si metteva ad aspettarla con gran desiderio che uscisse dal suo ritiro per vedere se si scorgevano ancora in lei quei segni di gravidanza, e vedendo che si manifestavano sempre più chiari, si angustiava molto in modo che incominciò a consumarsi come se fosse gravato e afflitto da una malattia. E di fatto, la passione che provava, era per lui molto più grave di qualsiasi altro male che potesse avere, perché gli feriva il cuore e lo teneva in un'angustia penosa. Furono molte le orazioni e le preghiere che il nostro Giuseppe porgeva al suo Dio; faceva tutti i digiuni e le elemosine per questa causa, perché Dio si fosse degnato di consolarlo e illuminarlo in quel grande travaglio. Rimirava la sua Sposa con grande amore e compassione, e spesso diceva fra sé: «Mia Sposa, tu che sei la causa di tanta mia consolazione, sei anche la causa di tanto mio dolore. Se tu capissi in quali angustie io mi trovo, certo non lasceresti di consolarmi col manifestarmi la causa della tua gravidanza». La divina Madre penetrava quel tanto che il suo afflitto Giuseppe diceva nel suo intimo, e anche lei sentiva molta pena, ma taceva e soffriva con pazienza aspettando che Dio si muovesse a compassione e consolasse il suo servo in una così grave angustia, perciò lo pregava con calde suppliche. Ma Dio volle provare la fedeltà del suo fedelissimo Giuseppe e dargli occasione di meritare.

Sua decisione - Infine l'afflitto Giuseppe si decise di domandare alla sua Sposa la causa di quei segni che apparivano in lei, e più volte fece questo proposito ma non gli riuscì mai, perché quando si decideva di farle la richiesta, si trovava pieno di confusione e di un timore riverenziale, che gli era di maggiore afflizione e diceva: «Che cos'è questo che provo, mio Dio? Vedo chiaramente che la mia Sposa è incinta, e lei si mostra tanto caritatevole ed amorosa verso di me, tratta con tanta affabilità, perciò io potrei domandarle da dove proviene quello che appare chiaramente e sono sicuro che non me lo terrebbe celato. Eppure non posso farle questa domanda per liberarmi del mio dolore. Cosa mai sia questo, io non so capirlo. Tu solo, mio Dio, puoi consolarmi e perciò a Te ricorro, e a Te espongo il mio grande dolore». Ma Dio taceva a queste suppliche, e lasciava che il suo servo restasse nelle sue angustie.

Attenzioni di Maria e maggior pena del Santo - La divina Madre procurava di sollevare il suo Giuseppe con varie cortesie che gli faceva nel servirlo attentamente, lo supplicava di volersi cibare, gli chiedeva in che cosa l'avesse potuto sollevare, e spesso cantava qualche cantico a lode del suo Dio per il sollievo del suo afflitto Sposo, e lui non poteva dirle altro, solo che il suo cuore era in grande afflizione, e le diceva: «Tu, mia sposa, mi dai grande sollievo nelle mie afflizioni, non lo nego, ma il dolore e la pena non si levano dal mio cuore. Prega il nostro Dio perché si muova a pietà di me». L'afflitto Giuseppe avrebbe detto di più e avrebbe chiaramente manifestato la sua pena alla santa Sposa, ma non poteva e diceva fra sé: «È possibile che lei non capisca quale sia la causa del mio grande travaglio? La capirà anche troppo, ma forse nemmeno lei potrà manifestarla». L'afflitto Giuseppe si umiliava molto, e spesso piangeva al cospetto del suo Dio, e diceva che lui meritava quei travagli, perché era ingrato ai molti benefici che il suo Dio gli concedeva; e poiché già si riconosceva l'uomo più fortunato del mondo per avere conseguito una Sposa tanto santa e tanto ornata di virtù, così si stimava, nel suo travaglio, il più afflitto ed angustiato che ci fosse al mondo. Più andava avanti e più cresceva il suo dolore, perché con più chiari segni, vedeva che la sua Sposa era incinta, e che il bambino che portava nel suo grembo non poteva tardare molto a venire alla luce; perciò il Santo smaniava e non trovava quiete al suo dolore. Alle volte sfogava il suo dolore lamentandosi fra sé della sua Sposa, e spesso diceva: «Mia sposa! E come hai tanto cuore di tenermi in così grave angustia? In che cosa mai io ti ho offeso e disgustato, perché tu usi verso di me tanta crudeltà? Tu hai mutato natura con me, e da tanto dolce, caritatevole ed amabile che sei, ora con me sei crudele e senza pietà, perché sapendo la causa del mio dolore, mi tieni tutto celato». La divina Madre sentiva i lamenti del suo angustiato Sposo, e lo compativa e si affliggeva, ma pur taceva né poteva liberarlo dall'angustia perché non poteva svelargli il mistero, non avendo ordine da Dio di manifestarlo, ma non lasciava di pregare molto per il suo Giuseppe.

Viene meno per la tribolazione - Il Santo andava poi a lavorare, ma siccome aveva già incominciato a perdere le forze perché aveva spesso dei deliqui, se ne tornava nella sua piccola stanza e diceva: «Mio Dio, dove andrò a consolarmi, se la mia Sposa, che prima era tutta la mia consolazione, adesso è la causa di tutto il mio dolore, perché al solo vederla in tale stato mi sento trapassare l'anima dal dolore, e intanto mi sento attirare con violenza ad andarla a trovare e trattenermi con lei in sacri colloqui». E di fatto il Santo se ne andava dalla sua Sposa, ma con gli occhi chini a terra per non vederla, ma solo per sentirla parlare. La Santa Sposa gli parlava con tanta dolcezza, con tanto modo e con tanta grazia che l'afflitto Giuseppe si sentiva tutto consolato, e il suo spirito provava un grande sollievo, ma alzando inavvertitamente gli occhi, la vedeva in quello stato, e così veniva di nuovo ferito dal dolore. Il Santo si decise di mostrarsi alla sua Sposa con il volto serio e di starne lontano più che avesse potuto, ma non poté mai fare questo, perché quando udiva le sue parole si sentiva tutto rapito dal suo amore perciò, benché afflitto, le si mostrava molto affabile e sereno. Furono molte le risoluzioni che faceva l'afflitto Giuseppe, ma non poteva poi metterle in esecuzione, perché la passione gli faceva risolvere di fare molte cose, ma la grazia divina, che abitava nella sua anima, gli faceva operare diversamente.
Trovandosi il nostro Giuseppe in un così grande travaglio, e vedendosi come abbandonato da Dio e che l'Angelo non gli si faceva più sentire nel sonno, avendo anche sempre presente la causa del suo dolore, esercitò le più rare virtù che si possa dire: di pazienza, di sofferenza, di rassegnazione, di carità, di modestia, non dicendo mai cosa alcuna alla sua Sposa, benché la vedesse manifestamente incinta; non sospettò mai male, non fece giudizi, non diede in disperazioni, ma tutto rassegnato aspettava che il suo Dio lo consolasse manifestandogli la causa della gravidanza della sua Sposa, perciò in questa occasione il Santo praticò molte virtù ed acquistò grandi meriti e si dispose a ricevere la grazia sublime che dall'Angelo gli fosse manifestato il grande mistero dell'Incarnazione del Verbo Eterno nel seno purissimo della sua Santissima Sposa.

Sua giustizia e prudenza - Vivendo il nostro Giuseppe in così grave afflizione e conoscendo benissimo come la sua santa Sposa fosse vicina al parto, si raccomandò più che mai a Dio perché l'illuminasse per quello che doveva fare e diceva fra sé: «Si vede chiaramente che la mia Sposa non può tardare gran tempo a sgravare dal parto. Cosa mai potrò fare io? Accusarla, come comanda la Legge, io non devo farlo, perché sono certo che la mia Sposa è santissima, né posso pensare alcun male di lei; ma intanto a ritrovarmi in questo fatto senza saperne cosa alcuna, non ho tanto cuore, che io abbia a riconoscere per mia quella prole alla quale non ho parte alcuna. Meglio sarà che io parta e me ne vada ramingo e così finisca i miei giorni in amarezza e dolore, perché sarà impossibile che io possa vivere lontano dalla mia amata Sposa. Ma come avrò cuore di lasciarla, essendo lei tanto santa e ornata di così rare virtù? Eppure mi converrà lasciarla per liberarmi da una così grave angustia.» Il Santo diceva tutto questo, e decise infatti di lasciare la sua Sposa. Il suo cuore era immerso in un mare di dolore e di amarezza senza alcuna consolazione, e l'afflitto Giuseppe piangeva inconsolabilmente, e non trovava conforto al suo grave affanno.

Sua fervente preghiera - Risoluto di lasciare la sua Sposa, la sera si ritirò nella sua piccola stanza e qui in ginocchio pregò il suo Dio, lo supplicò del suo aiuto in quella così grave occorrenza, dicendogli: «O Dio d'Abramo, d'isacco e di Giacobbe, o Dio mio! che fin dalla mia infanzia mi hai custodito e promesso di assistermi e custodirmi in tutte le mie vie, ti supplico, per la tua infinita bontà, per la tua grandezza, per la tua potenza, la tua sapienza, e per l'amore che sempre hai dimostrato a me, tuo vilissimo servo, e per l'amore che hai portato e che porti alla mia sposa Maria, a volerti degnare di mantenere le promesse che una volta mi facesti, di aiutarmi e custodirmi sempre. Non mi abbandonare in questo grande bisogno! Io mi getto tutto nelle tue braccia paterne; fa di me ciò che più piace alla tua divina maestà. Ti raccomando la mia sposa, che Tu mi desti affinché io fossi il suo custode. Finora ho procurato di fare quel tanto che il mio dovere richiedeva, ma ora la lascio alla tua paterna cura, mentre io mi allontano da lei, per quella ragione che tu già sai, essendo tutto noto alla tua maestà. Questo castigo è da me ben meritato, perché non ho saputo approfittare dei suoi santi esempi e consigli perciò ora, allontanandomi da lei, farò penitenza di quelle colpe che purtroppo io avrò commesso; e benché sembri a me di non saperle conoscere saranno ben note alla tua maestà, perciò ti supplico di perdonarmi e di farmi la grazia di soffrire questo grande travaglio. Non ho cuore da licenziarmi dalla mia Sposa, per cui prego la tua bontà di volerla consolare in una così grande angustia e difenderla in ogni occorrenza. Intanto ti prego di benedire i miei passi, perché io mi porterò prima al Tempio di Gerusalemme per adorare la tua maestà e capire la tua volontà, se ti piacerà di manifestarmela. Guarda ti prego, l'angustia del mio spirito e l'afflizione del mio cuore, e abbi pietà di me».

Lamento affettuoso - Quando il nostro afflitto Giuseppe ebbe sfogato per un pò la pena del suo cuore con il suo Dio, si rivolse col pensiero verso la sua Sposa, e amorosamente si lamentava con lei: «Sposa mia! - diceva nel suo cuore, - colomba mia innocentissima! Ecco che da te mi allontano. Che cuore hai di vedermi in così grave angustia, e non impetrarmi dal nostro Dio una stilla di conforto? Perché non mi narri la causa della tua gravidanza? Eppure hai dimostrato sempre tanta carità e tanto amore verso di me, e in questa cosa sembra che ti sia scordata di me. Come farò io lontano da te che sei tutta la mia consolazione? O mia cara e amata Sposa, ecco che io ti lascio, e chissà se avrò la sorte di rivederti. Ti lascio sola, mia amata Sposa; il mio cuore si strugge per la pena che soffre nell'abbandonarti, ma pur così bisogna che faccia in questa circostanza, non sapendo trovare altro modo per liberare te dal castigo minacciato dalla legge, e me dal travaglio».

Si dispone a lasciare Maria - Così tutto in lacrime Giuseppe si alzò dalla preghiera, e prese quel tanto che riteneva necessario per il suo viaggio. Preparò un piccolo fagotto e poi si mise a riposare un poco per aspettare che si avvicinasse lo spuntare del giorno, avendo già determinato di partire per tempo perché la sua Sposa non l'avesse visto, e anche perché non fosse visto da alcuna delle vicine e da altri, per non avere l'occasione di manifestare ad alcuno la sua partenza. Intanto la sua divina Sposa si tratteneva a porgere calde suppliche a Dio perché si degnasse di consolare l'afflittissimo Giuseppe, trovandosi anche lei in grande afflizione.